Bellininfest entra nel vivo a Catania con Norma protagonista

Catania risuona delle note del genio catanese e il Bellininfest entra nel vivo, una vera maratona dedicata al Cigno catanese. Più di due mesi di eventi, mostre, retrospettive per culminare il 23 settembre al Teatro Bellini con un’edizione critica di Norma, diretta per la regia di Davide Livermore.

Le melodie belliniane sono così belle e duttili da prestarsi ad essere riscritte, arrangiate, proposte in una nuova veste. Domenica 5 a Villa Bellini “Mira, o Norma”, l’orchestra e il coro del Teatro accompagneranno due grandi cantanti del momento: Marina Rebeka e Stefan Pop, rispettivamente Norma e Pollione, in un concerto di brani tratti dal capolavoro del genio catanese, diretto da Alvise Casellati.

Marina Rebeka è un soprano in continua ascesa, dopo il debutto al festival di Salisburgo, diretta da Muti, che risale a circa 10 anni fa. Il 10 settembre, sempre a Villa Bellini, alle 21,00, va in scena “Norma in jazz” con l’orchestra Jazz del Mediterraneo, con Paolo Fresu alla tromba, un progetto ambizioso e audace, realizzato con Tao Arte, che riscrive le celebri melodie affidando la parte del soprano alla tromba di Fresu. Il fascino e l’emozione dell’opera vengono restituite intatte, nella direzione di Paolo Silvestri, mentre Fresu con la sua tromba riesce a fondere il colore di un’orchestra jazz, con le improvvisazioni e la poesia della partitura originale. Il Bellininfest promosso dalla Regione Siciliana, ha visto avvicendarsi Riccardo Muti al Rigoletto diretto da Placido Domingo e si avvia verso l’atteso debutto di “Norma” il 23 settembre alle 21,00, nell’edizione critica di Roger Parker, diretta da Fabrizio Maria Carminati, e la regia del torinese Davide Livermore che si avvia alla sua quarta inaugurazione scaligera, un record finora imbattuto. Sarà una Norma interpretata da Marina Rebeka, ambientata negli ultimi anni di vita di Vincenzo Bellini, e Norma sarà anche il primo soprano che la interpretò: Giuditta Pasta che rivive il debutto dell’opera a Parigi, nel ricordo della genesi del capolavoro scritto per lei.