Bronte,Firrarello: “molti operai per la raccolta del pistacchio non vogliono essere messi in regola”

Le operazioni delle Forze dell’Ordine contro il lavoro nero nelle aziende che in questi giorni stanno raccogliendo il pistacchio, fa puntare i riflettori su alcuni paradossi del mondo del lavoro che a Bronte sembrano accentuarsi particolarmente.

Il sindaco, Pino Firrarello, infatti, dopo aver ascoltato sia alcuni operai, sia alcuni produttori, lancia l’allarme sui disagi che l’intero comparto del pistacchio rischia di subire, se i produttori che in questi giorni stanno raccogliendo il pistacchio non riescano più a trovare operai da mettere in regola.

“Nulla contro i controlli delle Forze dell’Ordine, – premette il sindaco nel suo intervento – ma a Bronte più che altrove, per la raccolta del pistacchio, esiste il problema del mercato del lavoro.

Il periodo della raccolta del pistacchio – infatti spiega – non dura più di un mese, massimo 40 giorni. Raccogliere il pistacchio oltre questo periodo è inutile perché il frutto si deteriora. Tutti quindi hanno la necessita di assumere un consistente quantitativo di manodopera per completare presto una raccolta che, con tante difficoltà, deve essere effettuata velocemente. Bene, – continua – ci sono diversi lavoratori che o percependo il reddito di cittadinanza o godendo di indennità di disoccupazione, non vogliono essere messi in regola, con i produttori che, vista l’enorme domanda di lavoro che c’è in questo periodo dove tutti raccolgono il pistacchio, non trova manodopera. Temendo di perdere il raccolto e con esso due anni di duro lavoro per portare a termine la costosa produzione, alla fine si convince a rischiare, facendo lavorare anche chi non vuole essere messo in regola”.

“Attenzione. – poi continua – Nessuno vuole far lavorare operai senza diritti e senza il giusto salario. Bisogna solo trovare una soluzione che permetta al produttore di trovare agevolmente quella forza lavoro da mettere perfettamente in regola.

I sindacati per primi dovrebbero avere l’esigenza di trovare la giusta soluzione per garantire i propri assistiti e le imprese che vogliono garantire lavoro nel rispetto delle norme.

Io – conclude – conosco diversi giovani che stanno investendo il proprio futuro nel mondo dell’agricoltura. E da noi è normale che si faccia soprattutto con il pistacchio. Ma se non operiamo con buon senso, si rischia di danneggiare un comparto agricolo di eccellenza come quello del pistacchio di Bronte che ha dato non solo tanto lavoro, ma anche lustro al paniere dei prodotti tipici italiani, visto che poi il nostro Oro verde si vende in tutto il mondo”.