Agricoltura di precisione, tanti vantaggi ancora poco sfruttati

Rispetto per l’ambiente e riduzione degli sprechi sono oggi concetti sdoganati.

Ma quanto di questo approccio si applica nella pratica reale della vasta produzione agricola italiana? Anche in considerazione dell’elevata età media degli agricoltori, quanto le nuove tecnologie, le strumentazioni, gli approcci più moderni si traducono in un cambiamento effettivo delle pratiche agronomiche?

Ne è un esempio la cosiddetta “agricoltura di precisione”, termine con cui si intende l’applicazione di determinate tecniche di gestione del suolo e di interventi legati esclusivamente alla reale necessità degli stessi.

I benefici sono molteplici. Si tratta di pratiche che, da un lato, mirano ad una riduzione dell’intervento umano sul suolo, limitato esclusivamente ad obiettivi precisi e reali situazioni di necessità, e dall’altro consentono anche un risparmio economico per l’azienda che potrebbe vedere ridursi considerevolmente il numero di interventi necessari e i loro costi.

Ciò tuttavia si scontra talvolta con le prassi e le consuetudini a cui una parte delle aziende agricole è ancora legata. Cambiare approccio non è immediato: necessita ovviamente di una formazione apposita e di strumentazioni che, permettendo di acquisire tutta una serie di informazioni, consentano di svolgere le opportune valutazioni.

Tra questi, ad esempio, sensori, sistemi di guida, sistemi di posizionamento geografico, droni, immagini satellitari, tecnologia ISOBUS. Grazie a questi ed altri sistemi è possibile controllare lo sviluppo vegetativo delle piante, la presenza di agenti patogeni, lo stress idrico ed altri parametri che, costantemente monitorati, permettono di intervenire in azienda solo quando serve e dove serve.

Nonostante gli evidenti vantaggi, l’agricoltura di precisione sia in Sicilia che nel resto d’Italia sarebbe praticata ancora da poche aziende. Nel 2015, il Mipaaf si era posto l’obiettivo di raggiugere il 10% della superficie coltivata entro il 2020 ma il Paese è in realtà ancora lontano da questa cifra.

Claudio Alagna