domenica, Ottobre 2, 2022
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Scuola, disabilità. Lo Curto (UDC), mancata assistenza alunni disabili, Tranchida responsabile di scelte aberranti con cinica indifferenza

“Definire “amorale” la scelta politica con la quale il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha sospeso, già dal febbraio dello scorso anno, il servizio igienico personale agli alunni disabili gravi e gravissimi delle scuole del primo ciclo d’istruzione probabilmente non rende l’idea ed è un’espressione sicuramente inadeguata. Alla luce delle sue ulteriori esternazioni è più corretto definire tale scelta come l’aberrante e cinica indifferenza con la quale il primo cittadino liquida la faccenda al pari di un servizio puramente amministrativo che non ha ricadute e refluenze sulle persone. In questo caso persone fragili come i bambini e tra questi i più fragili perché disabili. È terribile oltre che orribile l’indifferenza che oppone al dolore e alla frustrazione delle famiglie che invocano un servizio indispensabile alla frequenza scolastica dei propri figli. È drammatico che senza mai essersi confrontato con altri sindaci, con i quali affrontare la ricerca della migliore soluzione da adottare, abbia agito con una tempestività da primatista olimpionico in forza di una nota dell’ufficio legislativo del Miur erroneamente interpretata da Tranchida e di un semplice parere del Cga, che com’è noto non può essere superiore alle leggi e comunque non era obbligatorio e meno che mai vincolante. Siamo di fronte alla aberrante esasperazione dell’esercizio del potere che invece di essere usato a favore dei cittadini viene utilizzato per negare diritti ai cittadini più deboli. Si vergogni il sindaco Tranchida per la sua sterilità morale e per l’empietà con la quale agisce senza battere ciglio di fronte al dolore fisico e morale che provocano le sue scelte. E non tenti di dare lezioni di buona amministrazione a nessuno e meno che mai di accusare me e la consigliera comunale Garuccio di voler strumentalizzare e lucrare politicamente sul dolore di queste famiglie. Un simile pensiero può albergare solo nella mente cinica di chi quel dolore non conosce. Io ho vissuto, toccato con mano, la sofferenza delle madri e dei padri al cui fianco mi sono battuta senza se e senza ma per i loro figli con la stessa determinazione con cui avrei lottato per i miei figli se a me fosse toccata la sorte di mettere al mondo un figlio disabile. La frustrazione e il senso di impotenza producono un dolore a cui nessuno dovrebbe essere indifferente. Al di là delle norme, delle circolari e dei pareri c’è un diritto, quello dei bambini disabili, e c’è un dovere, quello delle istituzioni e degli enti che debbono garantirlo. Tranchida deve vergognarsi perché non ha tentato e non ha cercato una soluzione di fronte al problema. Si è premurato di tagliare il servizio. Ha agito con la fredda logica del burocrate abituato a trattare pratiche amministrative senza alcuna valutazione di natura etica che coinvolge la propria coscienza. È questa la sua più grande colpa. Per la quale non esistono tribunali e neppure giuristi che lo possano assolvere e difendere. Diversamente da Tranchida io sono stata sempre al fianco dei genitori anche nel sostenere le loro battaglie di fronte al giudice e con loro ho brindato quando il Miur è stato condannato a ripristinare il diritto negato e a pagare le spese legali della famiglia. C’è una sentenza che a tal fine stabilisce che la legge che tutela i diritti dei bambini disabili non può soggiacere nemmeno alla legge finanziaria dello Stato. Ancora una volta Tranchida sceglie l’indifferenza e ostenta una grave e drammatica arroganza arrivando persino a contestare la nota della Dirigente dell’Ust di Trapani, la bravissima dottoressa Catenazzo, che fa ordine e chiarisce con inequivocabile certezza in capo a chi è il dovere di erogare il servizio di assistenza igienico personale ai bambini disabili, che in quanto assistenza specialistica non può essere affidata ai collaboratori scolastici che provvedono all’assistenza di base. Di fronte a tali comportamenti ci sono solo due parole che sintetizzano i sentimenti che il Tranchida suscita: vergogna e indignazione. Dica pure di me, con lo stile volgare che connota il suo vocabolario, che sono una “putiara”. Dal mio canto io continuo a fare il mio dovere di ”avvocato” dei diritti dei cittadini siciliani al cui servizio pongo la mia intelligenza e il mio lavoro, onorandomi di esserne autorevole e degna interprete sia in Ars, sia in ogni luogo e campo nel quale mi pregio di rappresentarli”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

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