Sospensione della Caccia in Sicilia, Figuccia: “Centinaia di posti di lavoro a rischio”

“La nuova misura cautelare emessa dal presidente del TAR  di Catania sul calendario venatorio siciliano 2021-2022, di fatto ha costretto l’assessore competente, l’onorevole Scilla, ad emettere un decreto correttivo che sospende l’apertura generale dell’attività venatoria prevista per il 19 settembre 2021 (come previsto dalla legge quadro nazionale la 157 del 1992), per rinviarla al 2 ottobre 2021 ed in attesa dell’udienza del 7 ottobre 2021, conseguenza del solito ricorso ambientalista contro il calendario venatorio.Malgrado il Tar non è ancora entrato nel merito della questione, sì è messo in sicurezza con un decreto cautelare di sospensione, con conseguenti gravi danni a tutto l’indotto economico del settore già colpito dalla crisi pandemica.


Migliaia di persone del comparto venatorio perderanno il proprio lavoro, vittime di ambientalisti da salotto che prendono soldi dalla istituzioni senza alcun merito particolare,  solo presentando progetti fumosi quando non sono addirittura dannosi ed inefficaci.

Un esempio il “progetto life” dell’ Ente parco dell’isola di Montecristo di cui si parla solo ora. È in questo ambiente, un tempo incontaminato, che nel 2012 l’Ente Parco ha deciso di realizzare, con il beneplacito dell’ISPRA, il progetto “Life-Montecristo 2010”, finanziato con circa 1,6 milioni di euro, disperdendo via elicottero, su tutta la superficie dell’isola, oltre 14 tonnellate di esche contenenti “brodifacoum” , un veleno noto per essere persistente nell’ambiente ed altamente tossico anche per gli organismi acquatici come concluso da autorevoli fonti . La loro idea era di eradicare il ratto nero, presente a Montecristo dall’epoca dei Romani, con l’obiettivo di salvaguardare una unica specie di uccello marino, la Berta minore, non curanti degli effetti disastrosi che tale intervento avrebbe avuto sull’ecosistema. Scienziati indipendenti ed esperti nel campo della fauna insulare descrivono l’effetto di una così massiccia quantità di “brodifacoum” dispersa nell’ambiente come un “disastro ecologico”.Numerosi studi, difatti, hanno evidenziato le problematiche connesse all’utilizzo non controllato del brodifacoum, studiando i cd. “fenomeni di avvelenamento primario, secondario e terziario” della fauna  e dell’uomo (Berny et al., 1997 (Vulpes vulpes e Buteo buteo), Hunter et al., 2000 (cane, gatto, Vulpes vulpes, Columba sp., Larus sp., Buteo sp., Aquila sp., Falco sp., Corvus sp., Strix aluco, Tyto alba), Arjo & Bryson, 2007 (Spermophilis lateralis, Mustela frenata, Neotoma sp., Erethizon dorsatum, Sylvilagus sp., Spilogale gracilis, Thomomys spp., Aplodontia rufa, Mustela vison, Strix occidentalis caurina).E allora ci spieghiamo perché questo accanimento contro la caccia:La caccia viene utilizzata ormai come arma di distrazione di massa!In realtà ciò che emerge dall’ultima edizione sullo Stato di natura dell’Ue classifica la caccia tra le cause meno impattanti sulla fauna selvatica. La caccia rappresenta solo lo 0,66% di tutte le minacce e pressioni sulla Natura!
Tutti i ricorsi contro i calendari venatori si basano sul parere che dà  l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
La giurisprudenza pareva ormai essersi attestata sull’opinione per cui il parere reso dall’Ente avrebbe natura obbligatoria ma non vincolante. Da ciò la conseguenza che la Regione Siciliana, per potersi legittimamente discostare dal parere dell’ISPRA, ha motivato analiticamente in merito alle ragioni per cui riteneva di non doversi attenere alle sue indicazioni, producendo studi più recenti, più importanti e pubblicati su riviste con impact factor superiore rispetto agli studi portati da ISPRA quasi sempre frutto di un copia e incolla della risposta data l’anno prima!Inoltre l’ISPRA non ha alcuna sede in Sicilia .Allora che fare?
1) Intervenire con progetti di “chirurgia ambientale” per salvaguardare realmente tutte le specie in pericolo, previo un progetto sistemico degli impatti sulla società e sull’indotto che vive intorno alla caccia.2) Utilizzare le somme stanziate, non in progetti fumosi ed inefficaci solo per apparenza politica.3) Ricercare strumenti di intervento volti a riqualificare gli ambienti ed introdurre tali specie, nel senso di introdurre tali animali fatti crescere in appositi ambienti protetti.Così facendo si rendono efficaci le risorse economiche, stimolare la ricerca e il lavoro impiegando le risorse non per elidere, sospendere, dannegiare, bensì per creare e generare la fauna selvatica , rendendola idonea l’attività di caccia che dovrà essere controllata e non rinviata, per preservare le specie animali.
Auspico che nell’immediato si possa instaurare una collaborazione tra ambientalisti e associazioni caccia, in modo da trovare una sintesi per non sperperare soldi in progetti inefficaci e giudizi.”- A dichiararlo è Vincenzo Figuccia deputato della Lega all’Ars e commissario provinciale del partito per Palermo