Atto vandalico ai danni del nuovo impianto di pubblica illuminazione sul lungomare est di Tre Fontane: grande amarezza del Sindaco Castiglione

È stato incendiato un quadro elettrico, lasciando al buio l’intera zona compresa tra la via Piccolo e la 161esima. I tecnici stanno cercando di riparare provvisoriamente i danni. «Questo vile gesto non ci scoraggerà»

Il sindaco Giuseppe Castiglione esprime grande amarezza per il grave atto vandalico che è stato perpetrato la notte tra domenica e lunedì scorsi, ai danni di un quadro elettrico a servizio del nuovo impianto di pubblica illuminazione realizzato dall’Amministrazione comunale l’estate scorsa nel lungomare est ( nei pressi deli campi da tennis) della frazione balneare di Tre Fontane.

Si è trattato di un atto incendiario di evidente natura dolosa, che ha provocato ingenti danni, lasciando al buio da domenica sera l’intera zona compresa tra la via Lucio Piccolo e la via TF 161esima est (comprese le traverse perpendicolari) e che è stato denunciato alla locale stazione dei Carabinieri.

I tecnici comunali stanno operando per riparare i guasti, cercando di ripristinare in via provvisoria il funzionamento dell’impianto in attesa di un successivo intervento più radicale i cui costi sono ancora da quantificare.

«Sono davvero sconcertato – afferma il sindaco Castiglione –  per il verificarsi nel nostro Comune di atti vili e ignobili che, colpendo l’Amministrazione comunale, non possono che ferire tutta la comunità campobellese. Evidentemente i recenti lavori di efficientamento energetico che abbiamo eseguito per riqualificare l’impianto avranno dato fastidio a qualcuno, ma questo di sicuro non ci scoraggerà e non farà arretrare di un passo l’attività di questa Amministrazione comunale, tant’è che abbiamo già approvato un altro progetto di efficientamento energetico per proseguire i lavori, che a breve saranno eseguiti in un nuovo tratto di lungomare e nelle trasverse ad esso perpendicolari. Nell’esprimere, dunque, dura condanna per il vile gesto, auspico che le Forze dell’Ordine possano al più presto fare luce sull’accaduto, assicurando i responsabili alla giustizia».