Aumento del prezzo del pane: “I Fornarini” spiegano l’aumento dei prodotti farinacei e fa un appello al Governo

L’aumento del prezzo del pane. Nota dell’Associazione “I Fornarini”

L’Associata a C.I.F.A. spiega l’aumento del prezzo dei prodotti farinacei e fa un appello al Governo          

“Siamo costretti ad aumentare il prezzo del pane per via dell’aumento dei costi di produzione”. Questo è quanto dichiara Francesco Alagna, responsabile AssoArtigianato-Mazara del Vallo e presidente dell’Associazione dei Panificatori “I Fornarini”, associata alla Confederazione C.I.F.A, ove rappresentati oltre 30 panificatori del territorio mazarese.

“Purtroppo –spiega Alagna- abbiamo registrato un aumento del 30% del costo della farina, il suo costo è passato dai 50 ai 70 centesimi al chilogrammo. In generale sono aumentati i costi di produzione, le materie prime (vedi anche gli aumenti del costo della carta e della plastica per i sacchetti) per non parlare degli ultimi aumenti di luce e gas fino al 40%. Comprendiamo –sottolinea- il disagio per i consumatori per questo aumento. In queste condizioni, considerato anche il costo del lavoro, facciamo molta fatica, si rischia che i costi superino i ricavi; persistendo questa situazione il prezzo del pane può arrivare a 3,60 euro al chilogrammo. Facciamo pertanto un appello allo Stato –conclude il presidente de “I Fornarini”- affinchè possa attuare misure adeguate per calmierare i prezzi, magari intervenendo sulle tasse delle materie prime; bisogna garantire la possibilità che tutti possano acquistare di un bene di prima necessità come il pane, e preservare il presente ed il futuro delle imprese panificatrici e dei suoi lavoratori”