Tra Catania e Siracusa una tre giorni di studio internazionale per indagare la Sicilia preistorica e le relazioni nel Mediterraneo

Com’era la Sicilia preistorica e quali le sue relazioni nel Mediterraneo? Se lo chiedono gli studiosi che da domani mattina a Catania affronteranno il tema nel corso di una tre giorni di livello internazionale realizzata dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dal Parco Archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai, diretto da Carlo Staffile, sotto la direzione scientifica dei Dipartimenti di Scienze della Formazione e di scienze umanistiche dell’Università di Catania e della D.ssa Rosalba Panvini, già Soprintendente dei Beni culturali di Catania.

Il Congresso – che inizierà giovedì 7 ottobre a Catania nell’ex Monastero dei Benedettini, a partire dalle ore 9.00, per concludersi giorno 9 al Museo Paolo Orsi di Siracusa – affronterà il tema delle nuove conoscenze scientifiche e metodologiche nell’ambito della ricerca, ma anche l’aggiornamento dei dati sulla preistoria siciliana come nodo centrale delle relazioni culturali e biologiche nel Mediterraneo, dalle origini del popolamento umano e animale al fenomeno della colonizzazione fenicia e greca.

La Sicilia, fin dall’antichità – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è stata al centro degli scambi e delle relazioni che attraverso il Mediterraneo si sono consolidate e ne hanno fatto snodo naturale. Approfondire questa dimensione sin dal periodo preistorico consente di poter comprendere meglio il nostro presente e progettare un futuro nel quale la Cultura sia posta al centro di un nuovo modello di sviluppo”.

La natura di “ponte filtrante” di questo spazio, definito “crocevia”, è archeologicamente nota dal XIX secolo, da quando Paolo Orsi impostò per primo i termini delle relazioni tra Sicilia e Mediterraneo orientale durante la preistoria. Ma è nel Secondo dopoguerra, con lo scavo sull’acropoli di Lipari di Luigi Bernabò Brea, che l’arcipelago ha dimostrato appieno il suo ruolo di mediazione nelle relazioni ad ampio raggio tra le diverse parti del Mediterraneo. Tali relazioni sono state successivamente approfondite, anche in convegni dedicati, che tuttavia non hanno mai focalizzato il tema nella sua globalità cronologica e geografica.

Il Congresso punta, pertanto, ad una analisi aggiornata e complessiva di queste relazioni, sia attraverso l’esame di aspetti generali, sia mediante la conoscenza di fenomeni puntuali e circoscritti, per cronologia, per tema o per territorio.

Il congresso si articolerà in 5 sezioni che affronteranno la Sicilia come “crocevia” del Mediterraneo, le origini della biosfera siciliana: il popolamento di piante e animali, le origini del popolamento umano: la Sicilia nel Pleistocene e agli inizi dell’Olocene, le connessioni, influenze, network: la Sicilia e il Mediterraneo tra il Neolitico e l’età del Ferro e, infine, Oltre il Mediterraneo: le relazioni tra la Sicilia e l’Europa a cavallo tra il Neolitico e l’età del Ferro.