La memoria di Franco Scaldati non andrà persa: l’opera del drammaturgo sarà pubblicata dalla Regione in 8 volumi

A otto anni dalla morte, l’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, su impulso dell’assessore Alberto Samonà, rende onore al genio artistico di Franco Scaldati, pubblicandone i testi in un’opera omnia, comprendente diversi volumi.

Drammaturgo, attore e poeta, Franco Scaldati ha lasciato, alla sua morte, avvenuta a Palermo nel 2013, un ampio corpus di lavori teatrali, insieme a una consistente mole di varianti redatte anche a distanza di moltissimi anni.

Il piano editoriale, elaborato da un Comitato scientifico di altissimo profilo, prevede la redazione e pubblicazione di 8 volumi in cui saranno raccolti 37 testi inediti di Scaldati e 17 pubblicati ma ormai introvabili. Tra le opere inedite, “Il cavaliere Sole”, “Fiurina”, “Indovina Ventura” e “Sul muro c’è l’ombra di una farfalla”.

Il progetto è gestito dal CRICD – Centro Regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione, che cura le attività amministrative che consentiranno la stampa dell’opera omnia di Franco Scaldati secondo una pianificazione triennale che vede i primi due volumi editati già in questo 2021 e i rimanenti 6 distribuiti nel biennio 2022-2023. In programma anche un convegno internazionale di valorizzazione dell’opera del drammaturgo.

Si colma, così, un vuoto che vedeva il grande drammaturgo siciliano, il cui valore è stato riconosciuto a livello internazionale, ignorato nella propria terra. Appena insediato – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – ho incontrato i figli di Franco Scaldati e raccolto il loro appello a non dimenticarlo e a tutelarne l’opera, a rischio di oblio. Ho onorato il mio impegno, condividendo con il Comitato scientifico la decisione di dare alla stampa l’opera che è custodita dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, alla quale la famiglia Scaldati ha fatto dono dell’archivio, dopo che la Città di Palermo per anni ha ignorato la richiesta di uno spazio da dedicargli. La pubblicazione delle opere – aggiunge l’assessore Samonà – è un modo per testimoniare il contributo letterario di un Autore che ha saputo raccogliere l’animo di questa nostra Terra, interpretandone passioni e contraddizioni e di far conoscere questo importante figlio di Sicilia, prima che la memoria ne dissolva le pagine”.

I testi, molti dei quali manoscritti e con numerose note a margine, saranno ora sottoposti a trascrizione, integrazione e traduzione sotto la curatela del Comitato scientifico che è costituito da: Maria Ida Biggi (Università Ca’ Foscari e direttrice Fondazione Cini), Melino Imparato (attore, storico collaboratore di Scaldati e direttore artistico della Compagnia “Franco Scaldati”), Donatella Orecchia (docente dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”), Viviana Raciti (Dottoressa di Ricerca e studiosa dell’opera di Scaldati), Valentina Valentini (docente dell’Università “Sapienza” di Roma), Roberto Giambrone (giornalista e critico), Antonella Di Salvo (collaboratrice di Franco Scaldati).

Caratteristiche essenziali del progetto sono: il rispetto delle peculiarità del verso di Scaldati garantendone l’aderenza ai dattiloscritti originali, la traduzione del testo, la redazione di note critiche attraverso cui testimoniare la stratificazione del lavoro sui testi, continuamente ripresi e rielaborati dall’Autore anche a distanza di anni. Ogni volume sarà arricchito da un saggio a compendio, con la funzione di introdurre e approfondire le questioni formali e le tematiche trattate.

Esprimo grande soddisfazione per la sensibilità e l’impegno mostrato dall’Assessore Samonà nella restituzione dell’opera di uno dei più grandi autori di teatro contemporaneo della Sicilia. La pubblicazione delle sue opere – dichiara la Direttrice del CRICD, Laura Cappugi – costituisce un importante momento di riconoscimento e valorizzazione della vita e dell’opera di Franco Scaldati e assicura alla memoria un patrimonio che appartiene a tutti noi”.