Amat Palermo, sindacati proclamano lo stato di agitazione e chiedono incontro urgente a Comune e Azienda

“Chiediamo un incontro al Comune di Palermo e alla dirigenza Amat, che riteniamo urgentissimo dato che, dall’ultimo avvenuto ad ottobre, nulla è mutato se non la bieca intransigenza di una amministrazione comunale che guarda solo i ‘propri’ tornaconti, distaccata da una Azienda di proprietà che gestisce il trasporto cittadino bus/tram, Zone Blu e Sosta tariffata, Servizio Rimozione, Segnaletica stradale, Car e Bike sharing con non più di 1.150 dipendenti. Siamo seriamente preoccupati per il futuro incerto di questa partecipata”. Annunciano cosi lo stato di agitazione dei dipendenti Amat, Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Corrado Di Maria (Ugl Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti) intervenendo sulla vertenza Amat. I sindacati di Amat aggiungono “nel contesto politico di una giunta comunale che lancia proclami futuristici, ma totalmente slegata dalla realtà, dalla quotidianità di un servizio TPL totalmente insufficiente e inadeguato, che lascia le periferie cittadine emarginate e isolate dal contesto metropolitano, noi continuiamo a batterci per la difesa di Amat, che da quasi 60 anni, almeno fino ad un quinquennio fa, era sinonimo della mobilità nella città di Palermo”. Ed elencano i motivi della protesta: “i previsti introiti di circa 30 mln di euro. della ZTL, che avrebbero dovuto finanziare anche il tram, soprattutto nella fase iniziale per gli ingenti costi contrattuali di oltre 6 milioni annui, causa chiusure, limitazioni e vigilanza inappropriata della stessa ZTL si sono rivelati poca cosa con incassi assestati a non più di 2/3 mln annui. Alla luce di questi fatti, per noi assolutamente incontrovertibili, dopo un anno pandemico come il 2020, mentre in tutta Italia e in tutte le Prefetture, grazie ai vari Dpcm  e alle ingenti somme messe a disposizione dal governo nazionale si incentiva il Trasporto Pubblico Locale, l’amministrazione di Palermo fa il colpo di genio: taglia già per il 2021 un ulteriore 10% delle risorse per Amat, quindi con riduzione di servizi. Lasciamo ai posteri la chiusura dei successivi bilanci, dai quali nel 2022 mancheranno, per forza,  anche parte delle contribuzioni regionali. Ci interroghiamo oltre modo come si potranno garantire le attuali fasce occupazionali con un fatturato così ridimensionato e con quali altre logiche si potrà portare a termine quel famoso concorso in itinere per nuovi 100 autisti”. E aggiungono “sicuramente pochi di coloro che assumono queste scelte  frequentano le fermate Amat, altrimenti, forse, ci si sarebbe resi conto della sempre maggiore carenza di autisti, ma anche di meccanici, che permette  di mettere su strada non più di 120/140 mezzi al giorno e  solo nelle ore mattutine e nei giorni feriali”. Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Corrado Di Maria (Ugl Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti) concludono “su tutte queste vicende che solleviamo da molto tempo nessuno risponde, e intanto, piuttosto, nel panorama presente e futuro occorrerebbe costruire qualcosa di diverso, la progettualità deve essere ben altra, specialmente in una Azienda che dovrà confrontarsi con limitate risorse economiche; occorrebbe aprire alle opportunità che ci offrono leggi nazionali in cui il sindacato si è impegnato a svolgere ruoli di primo piano” .