Beni Culturali: “All’ARS non va nemmeno in discussione l’emendamento per finanziare l’apertura di parchi e musei siciliani nei festivi

“Quando ad agosto, durante un incontro con il vertice dipartimentale denunciammo la grave mancata liquidazione di quanto spettante al personale per le prestazioni regolarmente svolte nel 2020 e previste dall’accordo sottoscritto tra Amministrazione e Sindacati il 14 ottobre 2020, ci rendemmo subito conto di quanto grave, ingarbugliata e, sotto certi aspetti, sottaciuta nelle interlocuzioni con il Dipartimento Economia, fosse la situazione amministrativo-contabile, propedeutica alla liquidazione e all’esigibilità di quanto pattuito con accordo dello scorso anno”.

A dichiararlo sono Michele D’Amico responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.

“Ma non solo, durante quell’incontro – commentano D’Amico e Romano – ci rendemmo anche conto che non era possibile per l’anno in corso sottoscrivere un accordo sulle aperture dei siti nelle festività per mancanza di risorse certe ed esigibili. Una mancanza dovuta a una scellerata gestione di gran parte dell’attività che ha riguardato il personale del Dipartimento Beni Culturali che, se da un lato con la programmazione delle attività tendeva a massimizzare i risultati allo scopo di raggiungere obiettivi prefissati, dall’altro artatamente accantonava le procedure e le modalità remunerative del Personale che ha garantito il perseguimento di tali obiettivi”.

“Tale inusuale e incomprensibile comportamento – continuano i due sindacalisti – non riguarda soltanto il Personale che ha tenuto aperto i siti tutti i festivi dell’anno, ma ha riguardato e continua a riguardare anche la Dirigenza del medesimo dipartimento che non percepisce un solo euro di salario accessorio a partire dal 2019 e per la quale, per i nostri iscritti abbiamo avviato una serie di diffide legali nei confronti dell’amministrazione regionale”.

“Se per remunerare le prestazioni rese dai lavoratori nel 2020 in eccedenza al terzo dei festivi, il neo Dirigente Generale – proseguono i due sindacalisti – valutata la gravità della situazione, si è affrettata più volte a comunicare di avere trasmesso al Dipartimento del Bilancio la scheda della partita debitoria utile all’avvio della procedura di riconoscimento del debito fuori bilancio, per mantenere i siti aperti nei festivi, durante l’anno in corso, abbiamo, in tutti gli incontri avuti con il vertice dipartimentale, rappresentato la necessità di una norma che consentisse di appostare adeguate risorse”.

“La norma da noi invocata a gran voce – concludono i due sindacalisti di Cobas/Codir e di Cu.Pa.S./Codir – è stata di gran corsa presentata ma il Presidente dell’ARS ha deciso, ancor prima di iniziare la discussione sulla norma da mettere in votazione, di sospendere i lavori d’Aula fino a mercoledì prossimo decretando di fatto ancora una volta l’assenza di risorse necessarie e, quindi, la chiusura dei siti nelle festività. Una buona parte di politici, che siedono gli scranni di Palazzo dei Normanni, farebbero bene a ritornare ai loro originari lavori, ammesso che ne avessero mai svolto uno, avendo già arrecato, con il loro irresponsabile comportamento, un gravissimo danno all’immagine della Regione Siciliana, la quale non potrà offrire alla collettività tutta la “Bellezza” tramandata dalla storia millenaria di una Sicilia che non ha nulla da invidiare a nessun altro Paese al mondo in materia di beni culturali. Denunceremo, inoltre, per mobbing, tutti i direttori dei parchi e dei musei che obbligano il proprio Personale a lavorare oltre quanto non preveda il contratto di lavoro vigente”.