Trapani, Assistenza socio-sanitaria studenti disabili gravi

Tranchida: “Pronti ad utilizzare i fondi del Distretto se la Regione ci autorizza, ma non a chiacchiere”

“Abbiamo proposto alla I Commissione ARS un’idea seria, legittima e trasparente per ovviare alle attuali criticità e lacune legislative, ossia modificare la Legge Regionale n. 10 del 20/6/2019 istituendo il servizio di assistenza socio – sanitaria in favore dei disabili più gravi a Scuola, di supporto al servizio igienico personale effettuato dal personale ministeriale ATA (come previsto dalla Legge), la cui necessità sia specificamente certificata nei Piani Educativi Individuali (PEI). Tale servizio, da erogarsi mediante voucher – dunque con possibilità di scelta delle famiglie disabili tra i professionisti e/o enti accreditati – assieme a quello per l’assistenza alla comunicazione (oggi caricato con la stessa Legge in capo ai comuni) dovrebbe essere finanziato dalla Regione che, allo stato, invece, si limita a finanziare non meglio precisati servizi aggiuntivi, migliorativi e integrativi ma non sostitutivi solo per le città metropolitane ed i liberi consorzi ex province, ove non vige paradossalmente l’obbligo scolastico. 

La Commissione parlamentare, di fatto, non ha trattato l’argomento, atteso che, subito dopo il mio intervento di presentazione della proposta, c’è stato un atteggiamento circense da parte della signora Lo Curto suggellato con “consigli” dal sapore politichese da parte dell’Assessore di riferimento.

Quest’ultimo, in particolare, pur dichiarando che l’ARS per evitare la mannaia della Corte dei Conti si è inventata una leggina con i servizi “aggiuntivi, migliorativi e integrativi” mi ha invitato ad utilizzare le economie dei fondi del Distretto D50 per farsi carico di alcuni interventi in campo igienico personale nelle scuole a favore degli alunni disabili (servizio che, come ormai, assodato, ricade in capo all’amministrazione scolastica). Ebbene, siccome riteniamo meritevole la ricerca di una soluzione legittima, anche se tampone, chiediamo all’Assessore Scavone la formale autorizzazione ad utilizzare questi fondi per il servizio di cui si discute, ad oggi tuttavia non previsti nelle linee guida regionali per la programmazione delle risorse del piano di zona quale fattispecie attivabile; e ciò in quanto lo stesso Assessorato presieduto da Scavone non consente spese per servizi che non siano di competenza comunale (vedasi da un ultimo nota prot. N° 34735 del 13/09/2021 e nota prot. N° 40562 del 25/10/2021 entrambe del Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali – servizio 4). Se la Regione cambia atteggiamento e parere, io sarò il primo ad essere contento e a coglierne l’opportunità. Dunque, chiediamo che i “consigli” a parole si tramutino in fatti e formali direttive regionali, onde poter eventualmente avviare tale servizio di supporto e qualificazione socio-sanitaria (ove effettivamente necessario e certificato dall’ASP), allo stato non previsto da norma. Circa i minacciati effetti dell’OdG di commissariamento della signora Lo Corto, aggiungo che non mi preoccupano le minacce o le ripercussioni politiche: io amministro, senza padrini né padroni, provando a rispettare le leggi, in coscienza di mandato e nell’interesse della comunità trapanese, compresa quella degli studenti disabili. E proprio in tale direzione, daremo pertanto mandato all’ufficio legale di presentare un esposto alla locale Procura della Repubblica per verificare se dietro notizie false e tendenziose, di presunti disservizi, di procurato allarme e di indebita attribuzione di responsabilità nei confronti di questo Ente, sussistano ipotesi di reato da perseguire”.