Ambiente: un Pool contro gli incendi

Foto di Carlo Foderà

Dopo le manifestazioni, i dibattiti e i sit-in, dalle associazioni parte una richiesta concreta di intervento per l’individuazione e repressione degli incendi, la cui continua progressione è anche agevolata dalla certezza della sostanziale impunità degli autori.

Una lettera congiunta a firma di Coordinamento Salviamo i Boschi, WWF, Italia Nostra, Legambiente, LIPU e FLAI CGIL  per chiedere alle Massime Autorità della Repubblica Italiana l’istituzione di Sezioni di Magistrati inquirenti e nuclei investigativi interforze, specializzati nelle indagini relative al fenomeno degli incendi boschivi e di vegetazione e la costituzione di un coordinamento investigativo tra i vari Uffici inquirenti presenti nel territorio della Regione Siciliana.

“La nostra è la voce dei cittadini siciliani che partecipano attivamente e con interesse alla salvaguardia dell’ambiente, attraverso il fenomeno associativo – dicono i firmatari – e che negli ultimi anni hanno organizzato svariate iniziative di natura sociale per contrastare il terribile fenomeno degli incendi boschivi, ma anche denunciato illeciti in sede giudiziaria constatando la lentezza e la scarsa efficacia delle operazioni di indagine e di repressione messe in atto fino ad ora.

Il 2021 purtroppo rappresenta l’anno peggiore rispetto a un’evoluzione storica degli incendi e delle superfici percorse dal fuoco che già vedeva la nostra isola primeggiare rispetto alle altre regioni d’Italia. Molto superiore allo stesso 2020 che sembrava un apice non più raggiungibile: ben 7000 incendi tra maggio e agosto 2021, 78.000 ettari (ha) percorsi dal fuoco (sui 160.000 nell’intera nazione) secondo le informazioni riportate sulla stampa e che attingono a fonti istituzionali (EFFIS). Un numero così alto di  incendi non si erano mai verificati.  A fronte di essi solo una dozzina di arresti. 

E le cause sono quasi sempre dolose: a quelle tradizionali come rinnovazione dei pascoli, recupero dei terreni agricoli a spese del bosco per la coltivazione o per attivare contributi comunitari, speculazione edilizia, ritorsioni contro la Pubblica Amministrazione, conflitti o vendette tra proprietari, si aggiungono cause più specifiche, come quelle legate agli interessi che ruotano intorno agli investimenti nella repressione incendi da terra e soprattutto dal cielo (la flotta aerea della Protezione Civile è gestita dalla multinazionale Babcock con un contratto rinnovato nel 2017 per 4 anni con un importo di circa 45 milioni all’anno, più il pagamento delle ore di volo eccedenti le 3.500 previste dal contratto). O ancora: l’attivazione di contributi comunitari per la ricostituzione boschiva o la distruzione a mezzo del fuoco di opere forestali non ben eseguite. Ultimamente anche la Commissione Regionale Antimafia, che ha avviato una sua indagine sul tema specifico, ha fatto emergere una nuova ipotesi, quella per cui in alcune zone gli incendi verrebbero appiccati per liberare i terreni dalla vegetazione e renderli così disponibili per l’installazione di impianti fotovoltaici. 

Alla luce di questi dati che mostrano la preoccupante progressione del fenomeno, accelerato anche dal cambiamento climatico, dall’abbandono dei terreni agricoli e dalla mancata prevenzione, le associazioni sottolineano “le difficoltà operative di coloro che sono istituzionalmente chiamati a svolgere l’attività repressiva di tali reati. Ciò è anche dovuto, a nostro parere, all’assenza di magistrati inquirenti specializzati negli incendi boschivi all’interno delle Procure della Repubblica siciliane ed al mancato coordinamento fra le stesse”.

Per questo motivo le Associazioni hanno deciso di unire le loro forze insieme a quella della FLAI CGIL per chiedere che venga istituito nell’ambito di ciascun Ufficio della Procura presso i Tribunali della Regione Siciliana un “Pool” di Magistrati con particolari competenze nell’ambito della repressione di tutti i delitti connessi al fenomeno degli incendi boschivi, e affinchè si costituisca un Nucleo Interforze (Corpo Forestale della Regione, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) altrettanto specializzato nel compimento dei relativi atti di indagine volti all’acquisizione delle prove dei suddetti delitti.

L’obiettivo, già attuato con eccellenti risultati in altri ambiti, è quello di mettere in sinergia investigatori, competenze, professionalità, tecnologie ai fini di un autentico salto di qualità per il contrasto a questo aberrante fenomeno, dagli effetti devastanti non solo per l’ambiente, ma anche per il contesto economico e sociale dell’Isola.

Coordinamento Salviamo i Boschi Sicilia   

O.A. WWF della Sicilia

Italia Nostra Sicilia

Legambiente Sicilia

LIPU Sicilia  

FLAI CGIL Regionale