DC Sicilia:

Abbiamo preso atto dell’esclusione dai, già risicati, contributi regionali della “Missione Speranza e Carità” di Biagio Conte, associazione fondata dal missionario laico italiano nel 1991, sotto i portici della stazione centrale della città di Palermo, per rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città.


Una notizia dalla quale non possiamo che trarre amaramente una conclusione: e cioè che oggi si finisce probabilmente per riservare poco spazio alla SOLIDARIETÀ; soprattutto se consideriamo il ruolo di fondamentale importanza sotteso alla missione di fratel Biagio, che è quello di donarsi ai nuovi poveri delle città, ovvero a tutti coloro che finiscono purtroppo per “rimanere indietro”, venendo etichettati come barboni, vagabondi, giovani sbandati, alcolisti, ex detenuti, prostitute, profughi, immigrati.
Ma allora, come si fa a rimanere con sì tanta facilità indifferenti di fronte a tutti questi sfortunati fratelli e sorelle?
Come può non sfiorare gli animi il fatto che uomini, donne singole o mamme con bambini, se ne stiano negli angoli delle strade soli, sporchi ed abbandonati?
A quanto pare, la causa dell’esclusione dal Fondo destinato al finanziamento dei contributi in favore di soggetti beneficiari di un sostegno economico (ex Tabella H) sarebbe da ravvisarsi in una questione meramente burocratica attinente al mancato rispetto dei termini di presentazione della domanda con conseguente preclusione di ogni valutazione di merito.
Ovviamente gli insegnamenti sturziani ci suggeriscono che la burocrazia non può e non deve spingersi fino al punto tale da precludere il raggiungimento di finalità di solidarietà sociale, specie se si parla di associazioni che svolgono il loro lavoro a favore degli ultimi.La Democrazia Cristiana Nuova si dice, pertanto, pronta a sostenere virtualmente l’emendamento che oggi, martedì 16 novembre, sarà presentato all’ARS, avente ad oggetto la richiesta di proroga della scadenza dei termini di presentazione della domanda.
Diversamente, ci teniamo pronti a scendere in campo qualora non dovesse prevalere il buon senso di fronte ad un simile atto di ingiustizia sociale.