TEATRO BIONDO: debutta in prima nazionale “Il Cavaliere Sole” di Franco Scaldati

Teatro: "Il Cavaliere Sole" di Franco Scaldati.Palermo 16-11-2021 MIKE PALAZZOTTO

Debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo, il 19 novembre alle ore 21.00, Il Cavaliere Sole, uno dei testi più rappresentativi, e meno rappresentati, del drammaturgo siciliano Franco Scaldati.

Lo spettacolo, in programmazione fino al 28 novembre nella Sala Grande del Biondo, vede impegnato un ricco e affiatato cast di attori e musicisti – alcuni dei quali provenienti proprio dalla storica compagnia di Saldati – che restituiscono l’animo popolare e allo stesso tempo lirico del “poeta sarto”, simbolo indiscusso del teatro siciliano, in una chiave di lettura inedita, festosa e musicale.

Questo nuovo allestimento del Cavaliere Sole, interamente prodotto dal Teatro Biondo e diretto da Cinzia Maccagnano, nasce da un progetto di Enzo Venezia, che cura anche le scene e i costumi, e Mario Incudine, che firma le musiche originali. In scena: Serena Barone (Lucia/Delicata/Vecchio), Paride Benassai (Settimo), Gino Carista (Il Cavaliere Sole), Mario Incudine (Salamone/Angelo/Giovane), Egle Mazzamuto (Fanciulla), Antonio Pandolfo (Bartolo), Salvo Piparo (Giovanni) e i musicisti Salvatore Clemente, Michele Piccione, Antonio Vasta. Le luci sono di Antonio Sposito.

Nel Cavaliere Sole si ritrovano alcuni dei temi e delle figure più ricorrenti del teatro scaldatiano: personaggi strampalati e sognatori, ingenui o smaliziati, che interagiscono tra di loro e con l’ambiente circostante come sospesi tra la veglia e il sonno.

Nel tempo rallentato e irreale del quartiere popolare, si dipana un andirivieni indolente di “figurine” che “si muovono sospese nell’aria, giocano, suonano e cantano”. Un’umanità che si dibatte tra le fatiche del quotidiano e l’anelito verso un mondo migliore: “un giardino incantato dove non si muore mai”. 

Uomini, donne e animali antropomorfi intenti nelle loro faccende domestiche – come l’autobiografico lavoro della sartoria – capaci di manifestare profonda empatia ma anche umanissime miserie.