Reteimpresa: “La politica riveda le procedure di affidamento degli appalti”

Le scriventi associazione del settore delle costruzioni, Ance Agrigento, CNA Costruzioni Sicilia, Anaepa Confartigianato Sicilia, Creda, Casartigiani Sicilia, Claai Sicilia riunite qui in RETEIMPRESA.NET inoltrano il presente comunicato stampa.

“Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà all’imprenditore Fabio D’Agata per aver denunciato un tentativo di corruzione, ma vedendo gli avvenimenti di queste settimane torniamo a chiedere che la Politica riveda profondamente le procedure di affidamento degli appalti, altrimenti il sistema non potrà mai cambiare”.

A lanciare ancora una volta l’appello sono gli imprenditori del settore delle costruzioni di Reteimpresa (www.reteimpresa.net), comitato nato per tutelare i diritti di libera concorrenza nell’ambito delle commesse aggiudicate da amministratori di fondi pubblici.

Già nei mesi scorsi le sigle avevano richiamato l’attenzione del Ministero dei Lavori Pubblici e del Parlamento perché si rivedesse il Codice dei contratti pubblici, aggiornato con le modifiche, da ultimo introdotte con il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”.

“Come rappresentanti delle associazioni di categoria, e a nostra volta imprenditori operanti nell’ambito degli appalti pubblici abbiamo più volte rivendicato il diritto di continuare a fare impresa, senza dover sottostare a condizionamenti che precludono la libera concorrenza. Vogliamo poter continuare ad operare in una condizione di libero mercato, nonostante questo sia oggi condizionato da regole che, pur inneggiando alla semplificazione dei procedimenti, alla finta qualità delle procedure con OEPV (offerta economicamente più vantaggiosa) ed ai minori tempi di realizzazione delle gare, hanno portato risultati di tutt’altro tenore”.

In particolare Reteimpresa chiede il ristabilimento dei principi di libera concorrenza e trasparenza nelle procedure pubbliche così come previste all’interno della Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

Non è riducendo il numero di partecipanti ad una gara d’appalto che si semplificano le procedure; questa metodologia serve solo al controllo degli affidamenti così come il giudizio soggettivo di una commissione di gara può condizionarne il risultato di una procedura di gara OEPV.

“Oggi – continuano – gli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), sono state private dei loro diritti nell’ambito del libero mercato attraverso dei sistemi di preselezione a monte delle gare pubbliche (procedure ad inviti diretti) perdendo importanti opportunità commerciali”.

“Per questo – concludono – senza una revisione del sistema degli appalti, dovremo continuare ad attendere imprenditori coraggiosi che denunciano la corruzione perché si ristabilisca la legalità nel comparto delle costruzioni e degli appalti pubblici”.

Tutto questo è intollerabile se è vero, come è vero, che è sfortunato quel paese che ha bisogno di eroi o, come in questo caso, ‘solo’ di persone oneste”.