Maimone: PNRR, le “solite mani”del Nord Italia sul Mezzogiorno!

” I soldi del PNRR dovrebbero condurre il Sud Italia su un percorso di rinascita affinché esso realizzi un processo di risveglio economico che consenta il suo pieno inserimento nel tessuto socio-economico italiano.

A quanto pare, anche questa volta, sono i politici ed i poteri economici del Nord Italia a voler decidere cosa fare del Sud Italia” ha dichiarato Biagio Maimone ideatore, meridionalista ed ideatore della corrente di pensiero nuovademocrazia.it, il quale ha aggiunto: “Certo, è necessario unire il Nord al Sud ed il Sud al Nord perchè appartenenti alla stessa nazione, portando a termine, in tal modo, l’incompiuta unità d’Italia.Ma occorre un occhio vigile affinché, pur unificando i territori, da sempre separati,  non si dia adito alla solita sottomissione del Sud Italia da parte del Nord Italia.
In tal modo, il Sud Italia resterà ancora solo un’appendice del Nord Italia e non raggiungerà la tanta agognata meta di divenire un territorio produttivo e , pertanto, capace di creare economia e lavoro, nonchè cultura e quella fertilità  che lo rende motore di crescita, al pari del Nord Italia.
Non vi è dubbio che il risveglio del Sud Italia sia un evento storico di elevata portata, quasi rivoluzionaria in quanto equivale ad un capovolgimento dell’ottica attraverso cui un popolo vive il suo essere al mondo.
Significherà irrorare di progamatismo la mentalità dei cittadini del Sud Italia, renderli partecipi del processo produttivo di una nazione, renderloli cittadini- lavoratori, cittadini-imprenditori, cittadini -legislatori, cittadini-creativi, cittadini  che guardano finalmente l’orizzonte nell’intento di accogliere sempre nuove sfide. 
Non più cittadini fatalisti, che attendono la manna dal cielo, ma essi stessi alacri costruttori del proprio destino economico.
Si tratterà di una vera rivoluzioneculturale in quanto connessa ad una vera rivoluzione economica. Di tale rivoluzione culturale ed economica artefici dovranno essere gli stessi cittadini del Sud Italia e non occulte strategie che sortiranno l’effetto di inibire la creatività e l’alacrità produttiva del Sud Italia. Non vi dovrà più essere un “padre padrone”, ossia un Nord che dirige i lavori, ma uno Stato che vigila affinché la crescita avvenga senza “lacci e lacciuoli”, perché sia realmente crescita e non surrogato di altre dinamiche .Se il Sud diverrà, come lo è il Nord Italia,  fautore e, pertanto, motore di economia, l’Italia progredirà come l’Europa vuole che avvenga. 
Ed è certo che ciò avverrà se non vi saranno più terre depresse, ma vi saranno realmente territori produttivi di benessere socio-economico.
Non vi è dubbio che debba esservi reciprocità economica tra Sud Italia e Nord Italia, certamente non sottomissione come è avvenuto per troppi anni.
Ed allora chiediamo allo Stato italiano e alla stessa Europa di vigilare affinchè i soldi stanziati giungano a destinazione e realizzino realmente il progresso delle terre più povere della nazione italiana, come lo sono quelle  del Sud Italia”