Governo regionale incapace di nominare il CdA del Fondo Pensioni Sicilia

Il Cobas/Codir invita il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e tutta la giunta regionale a ristabilire il corretto andamento dell’Amministrazione del Fondo Pensioni Sicilia, mettendo in atto tutti gli atti dovuti per il ripristino degli organi di gestione, di indirizzo e di controllo nel rispetto delle Leggi che prevedono espressamente organi di gestione collegiali che non possono essere sostituiti sine die da commissari ad acta o commissari straordinari.

Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensioni Sicilia è commissariato dal governo regionale da più di 1350 giorni, esattamente dal 27 febbraio 2018, con i poteri di presidente e di Consiglio di Amministrazione assegnati ininterrotamente – con vari provvedimenti della Giunta regionale – al dott. Fulvio Bellomo. Il Collegio dei Revisori dei Conti del Fondo di Quiescenza della Regione Siciliana è scaduto l’8 maggio 2021.

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza del Fondo Pensioni è decaduto nell’anno 2020 e, dal 21 dicembre 2020, l’assessore regionale dell’Economia ha nominato il dott. Angelo Pizzuto Commissario ad acta con le funzioni dell’organo cessato. Il CIV fra l’altro, oltre ad approvare in via definitiva i bilanci del Fondo, interviene sui criteri di investimento e disinvestimento e sulle strategie gestionali adottate dal C. di A. del Fondo Pensioni.

Il Fondo Pensioni Sicilia, alla data del 31 dicembre 2020, gestisce la pensione di numero 18.732 pensionati regionali, con una spesa di 688,23 milioni di euro (numero 17.473 pensionati del Contratto 1 ex dipendenti regionali la cui pensione è a carico del bilancio regionale per una spesa annua di 650,13 milioni di euro; numero 1.259 pensionati del Contratto 2, a totale carico del Fondo pensioni per una spesa annua di 38,1 milioni di euro). Al 31 ottobre 2020 il Fondo Pensioni investe sul mercato 930,66 milioni di euro (777 milioni di euro in titoli di Stato italiani; 130 milioni di euro in assicurazioni Ramo V°; 23,66 milioni di euro in concessione di prestiti).

Il Cobas/Codir evidenzia che il Consiglio di indirizzo e vigilanza, nel merito di alcune ipotesi di investimenti, si era nel passato ampiamente espresso negativamente su talune ipotesi di investimenti che in qualche modo il governo regionale vorrebbe imporre al Fondo Pensioni per dismettere investimenti della Regione siciliana. Il Cobas/Codir invita gli organi di gestione del Fondo Pensioni ad astenersi dall’eseguire investimenti, in particolare di natura immobiliare, che ad avviso della scrivente organizzazione sindacale potrebbero risultare svantaggiosi per il Fondo, con il rischio di pregiudicare i futuri trattamenti pensionistici di tutti i lavoratori regionali rientranti nel bacino del così detto Contratto 2. Si evidenzia anche che la stessa Corte dei Conti, in sede di giudizio di parifica per la Regione siciliana, si è già espressa negativamente su questa ipotesi di investimento: sia per le “previsioni negative del mercato immobiliare, che comporterebbe ‘ictu oculi’ un deprezzamento dei beni incamerati”, sia – successivamente – mettendo in luce “forti elementi di criticità” dovuti alla “forte esposizione debitoria” del soggetto che dovrebbe cedere il patrimonio immobiliare, evidenziando – tra l’altro – che anche “la riscrittura dell’impianto normativo non supera le osservazioni già mosse da questa Corte”. Tali criticità sono state, nei mesi scorsi, anche messe in luce sulla stampa (vedi ad esempio https://livesicilia.it/2020/01/02/il-fondo-pensioni-compra-gli-immobili-alla-regione-subito-23-milioni/?refresh_ce).

Altresì, si sottolinea che in questo momento storico i fondi pensionistici italiani e lo stesso INPS stanno dismettendo il patrimonio immobiliare attraverso appositi piani di disinvestimento (vedi a esempio  https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=46718) proprio per “mettere in sicurezza” gli investimenti e diminuire il rischio per la copertura futura dei trattamenti pensionistici degli assistiti.