UN BIVIO LUNGO 20 ANNI: un incontro e uno spettacolo a 20 anni dal G8 di Genova

Un incontro sui temi del G8 di Genova, a 20 anni di distanza, e lo spettacolo “GiOtto studio per una tragedia” , produzione storica di Babel

Un nuovo appuntamento allo SPAZIO FRANCO dei Cantieri Culturali alla Zisa, per il programma dedicato ai 10 anni della Compagnia Babel, 

Domani sabato 18 dicembre un doppio appuntamento, alle 19 presso l’Arci Tavola Tonda un incontro pubblico dal titolo UN BIVIO LUNGO 20 ANNI, un momento di riflessione sull’eredità del G8 di Genova moderato da Totò Cavaler con Luca Casarini, storico leader delle Tute Bianche movimento che diede un importante contributo alle contestazioni del G8 e, a seguire, alle 22, allo Spazio Franco, lo spettacolo GiOtto-studio per una tragedia, lo spettacolo storico di Babel giunto alla sua 130ma replica. Quest’anno sono 20 anni dal G8 di Genova che per la nostra generazione rappresenta un spartiacque fondamentale per delineare le politiche del secolo che stiamo vivendo. Nel 2001 a Genova sapevamo e intuivamo si stesse decidendo quale bivio daal XXI secolo … quello che per le potenze mondiali sarebbe stato del “definitivo progresso” … mentre invece solo qualche anno dopo avrebbe mostrato le sue prime defaillances e crisi.

Quest’anno sono anche i 10 anni dalla fondazione di Babel, nata proprio attorno al successo delle 100 e passa recite dello spettacolo “GiOtto-studio per una tragedia” in Italia e in Europa, della nomination Ubu come miglior attore under 35 e per Nuova Drammaturgia, delle pubblicazioni ecc ma soprattuto attorno alla convinzione di poter creare un percorso di creazione e produzione indipendente nel teatro e nella drammaturgia contemporanea. 

Dopo 20 anni, esiste una generazione che non erano ancora nati e pur essendo figli/vittime di quanto deciso in quei giorni non conoscono nulla di quanto successo, di quali potevano essere le alternative e di come sono state imposte le scelte fatte; a questi si vanno a sommare tutte quelle ragazze e ragazzi che all’epoca erano troppo piccoli per essere presenti per la strade di Genova, alcuni con curiosità altri con distacco e che hanno una percezione e un racconto confuso: nel 2001 e in quei giorni si sono perse tante occasioni, tante battaglie le abbiamo perse con la forza e da lī quella che poteva essere l’inizio di un nuovo secolo all’insegna di un progresso sostenibile si é trasformato nel mondo come lo conosciamo oggi. Dopo 20 anni parlare di G8 forse non ha senso se ci si ferma alla cronaca, mentre per molti può essere un esercizio di memoria rappresenta a nostro avviso uno sguardo sempre più consapevole su quel bivio che i potenti di allora decisero di prendere. Guardare a quei giorni per vedere dove siamo arrivati in questi tempi … a un altro enorme bivio della nostra storia. 

SINOSSI

Nel luglio del 2001 a Genova si sono consumati degli eventi di una tragicità epocale, tali da riuscire ad annoverare Genova alla stessa stregua di grandi città palcoscenico di tragedie. Penso a una Genova che come Tebe, come Troia, possa diventare il luogo di una storia che resti nella memoria, luogo del mito e della sua tragedia.

Ma questa tragedia oggi non si può rappresentare

Forse potremo farlo tra 100\1000 anni, quando questa memoria sarà divenuta tale: essa non è rappresentabile per il semplice motivo che i fatti in questione non hanno ancora assunto valore di Storia avendo ancora valenza di Cronaca, perché nuovi risvolti emergono quotidianamente delineando nuovi elementi per una drammaturgia, perché i Protagonisti non sono ancora dei Personaggi in quanto ancora Persone. Questa città e la storia\cronaca di quei giorni vivono così questo parossismo tra urgenza di racconto e irrappresentabilità del tutto. Ma questa storia va raccontata. Ne ha tutto il diritto. Ne abbiamo tutto il dovere. Gli elementi perché questa rappresentatabilità prenda atto d’altronde ci sono tutti:

Abbiamo un ragazzo morto da assurgere ad eroe e\o vittima.

Ne abbiamo un altro, assassino, candidato ad anti-eroe e\o vittima.

Abbiamo “8 re” che malgrado tutto hanno passato un bel weekend.

Abbiamo il loro esercito, che impavido, ha seminato il terrore tra le folle.

Abbiamo circa 500000 persone che già hanno gridato in “coro”.

In attesa che i tempi per una tragedia siano maturi ho delineatola forma drammaturgica

determinata dall’accadimento degli eventi. 

In tal senso la struttura della tragedia classica mi è venuta in soccorso quale primo tassello perché questa inizi ad andare in scena:

– un prologo per raccontare in forma spettacolare l’ organizzazione dell’evento da ogni punto

di vista.

– una parodos: l’ingresso del “coro” dei manifestanti e delle loro idee

– Gli stasimi, quali commento del coro, sono affidati a una drammaturgia sonora realizzata

con sonorità-live from Genova ‘O1

– 2 episodi, 2 facce della stessa medaglia: un black block e un poliziotto.

– un messaggero: come in ogni tragedia che si rispetti, racconterà ciò che gli occhi non

hanno potuto vedere: le atrocità di Bolzaneto.

  • Un esodo:il coro esce\lascia Genova,lasciando le proprie considerazioni

Rassegna stampa 

” I fatti del 2001 al G8 di Genova tornano in scena con lo spettacolo di un alfiere dei Suttascupa, fondatore di Babel, Giuseppe Provinzano, che a differenza di Fausto Paravidino, al cui testo in qualche modo si riattacca, vi partecipò. I 65 intensissimi minuti del suo GiOtto-studio per una tragedia, di cui è l’unico interprete, iniziano col racconto del viaggio verso la manifestazione chiarendone le attese, mentre al suolo, sotto le foto attaccate ai fili trasparenti della graticcia, segna via via col gesso, in alfabeto greco, le sezioni della tragedia che si susseguono e si cala con minimi ritocchi di vestiario nei diversi personaggi. Ascoltiamo le previsioni dei compagni, dei No Global in arrivo, della polizia, per trovarci sul posto in piazza Alimonda dove l’entusiasmo cede il posto all’angoscia e piombare nell’orrore della Diaz e di Bolzaneto, dove tra i carabinieri fanno capolino ” i figli del popolo” di Pasolini e si sentono le voci registrate dei testimoni e delle guardie in un quadro di sonorità impressionanti. E la sera tremenda e travolgente ci conduce dentro i fatti con una ricostruzione vera e paradossale dell’assurdità colpevole in cui viviamo . Da vedere

assolutamente”.

Franco Quadri, LaRepubblica

Crediti: 

GiOtto studio per una tragedia 

Di e con Giuseppe Provinzano 

Drammaturgia sonora Gabriele Gugliara

Luci Fabio Bozzetta

Scene Fernanda Filippi

Dove e Quando: 

UN BIVIO LUNGO 20 ANNI _ incontro con Luca Casarini 

Sabato 18 dicembre H 19.00

 c/o Arci Tavola Tonda, Cantieri Culturali alla Zisa 

GiOtto studio per una tragedia 

di e con Giuseppe Provinzano 

sabato 18 dicembre h 22.00

c/o SPAZIO FRANCO – Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo 

Via Paolo Gili, 4 

NB: La partecipazione agli eventi richiede l’esibizione del super green pass, dai 12 anni in su, secondo le normative anti-covid 19 vigenti.

L’ingresso allo spettacolo è di 5,00€ 

I biglietti sono acquistabili dal sito www.spaziofranco.com o al botteghino un’ora prima dell’inizio dello spettacolo 

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