Incontro Nazionale sul DDL sui precari

APPELLO CONTRO IL PRECARIATO

LA CATTANEO E IL CENTRO DI RICERCA DI LETTA

1. L’11 gennaio alle 17 Incontro Nazionale sul precariato aperto a tutti

2. APPELLO: Rompere il silenzio sul massacro dei precari e dell’Università

3. La Cattaneo e il Centro di ricerca di Letta

a. Ora anche il Biotecnopolo di Letta

b. Prima l’IIT e l’HT, ma anche l’IMT, il SUM e la SSM

c. “Il silenzio di gran parte degli studiosi” e il “personale orticello”

1. L’11 gennaio alle 17 Incontro nazionale sul precariato aperto a tutti

L’11 gennaio 2022 alle ore 17 si svolgerà un Incontro Nazionale in video conferenza su “Università Precaria – pre-ruolo, reclutamento e democrazia negli atenei”. Tutti sono invitati a partecipare. Per partecipare basta cliccare qui.

L’incontro è promosso da ANDU, ARTED, CISL UNIVERSITÀ, CNU, FLC CGIL, RETE 29 APRILE, UIL RUA e UNIVERSITÀ MANIFESTA, sulla base di un documento unitario. I contenuti del documento sono stati ribaditi nella Lettera di invito all’Incontro.

Nella Lettera, tra l’altro, si afferma:

«L’impianto del DDL in discussione (in Commissione Istruzione al Senato, ndr) conferma quindi l’ineluttabilità di una precarietà estremamente lunga prima di una “eventuale” immissione in ruolo, istituendo il “nuovo” Ricercatore Tenure Track e un contratto di ricerca, senza eliminare le borse di ricerca che rappresentano il paradigma fondato su rapporti di lavoro a forte dumping contrattuale, senza diritti e tutele, determinando una condizione complessiva che ci colloca fuori dai parametri europei istituendo un percorso precario che può arrivare fino a 18 anni. »  

All’incontro sono invitati a partecipare, in particolare, i Componenti delle Commissioni Istruzione del Senato e Cultura della Camera.

Hanno già confermato di partecipare: Tomaso Montanari, Erica De Vita e Giovanni Tonolo.

2. APPELLO: Rompere il silenzio sul massacro dei precari e dell’Università

         I potentati che nei decenni hanno operato per cancellare l’idea stessa di una Università aperta a tutti, partecipata e con Atenei tutti di qualità, tenteranno di fare approvare al più presto la pessima Legge sul precariato.

         La Legge, già approvata alla Camera (DDL n. 2285), è ora all’esame, in sede redigente, della Commissione Istruzione del Senato, che la voterebbe senza averla mai discussa.

         È una Legge che massacra gli attuali e i futuri precari, prevedendo condizioni e tempi perfino peggiori di quelli attuali.

         Una Legge che addirittura si vorrebbe peggiorare rispetto al testo approvato alla Camera, soprattutto per mantenere la cooptazione personale, con gli annessi “scandali” anche giudiziari, attraverso il mantenimento dei finti concorsi locali (assecondando la richiesta del CUN) o la chiamata diretta e verticistica dei ‘prescelti’ (assecondando la richiesta della CRUI).

         Contro questa Legge, che va fermata e riscritta, si sono espresse in più occasioni le Organizzazioni universitarie.

Per il resto, il silenzio tombale che accompagna la Legge sul precariato è generalizzato: tace la stragrande maggioranza dei docenti e tacciono gli organi di informazione.

Contro questa Legge, con la quale si completerebbe lo smantellamento dell’Università statale, è urgente che, a tutti i livelli, si esprimano pubblicamente, tempestivamente e con molta forza, tutti coloro che hanno a cuore la libertà di ricerca e di insegnamento in una Università utile all’intero Paese, ai quali si chiede anche di partecipare all’Incontro Nazionale dell’11 gennaio 2022 (v. il precedente punto 1).

3. La denuncia di Elena Cattaneo

a. Ora anche il Biotecnopolo di Letta

Elena Cattaneo, «docente alla Statale di Milano e Senatrice a vita», è intervenuta sul Messaggero del 30 dicembre 2021 per denunciare Il mercato iniquo dei poli di ricerca legati alla politica e, in particolare, l’istituzione del Biotecnopolo di Siena prevista nella Legge di Bilancio 2022, ai commi 945-950.

Già il 21 dicembre 2021 sul Domani era stata data notizia delle ‘perplessità’ di Elena Cattaneo sul nuovo polo di ricerca senese: La senatrice Cattaneo contro i fondi al biotecnopolo di Siena sponsorizzato da Letta.

b. Prima l’IIT e l’HT, ma anche l’IMT, il SUM e la SSM

Sempre nel suo intervento sul Messaggero, Elena Cattaneo ricorda le «operazioni simili» a quella voluta da Letta per Siena: nel 2003 l’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) a Genova, voluto da Tremonti, con «circa 1,7 miliardi investiti», e nel 2016 l’HT (Human Technopole) a Milano, voluto da Renzi, «140 milioni annui». All’interno dell’HT nel 2020 è stato introdotto, con un emendamento della Gelmini, un nuovo Centro, con 10 milioni per il primo anno e 2 milioni per gli anni successivi.

Nel suo intervento sul Messaggero Elena Cattaneo scrive, tra l’altro, che al Biotecnopolo di Siena è stata assegnata una dotazione di «9 milioni per il 2022, 12 per il 2023 e 16 all’anno per sempre a decorrere dal 2024» e questo “per corrispondere alle promesse formulate dal segretario del Pd, Enrico Letta, nella sua campagna elettorale per il collegio di Siena alle recenti elezioni supplettive.» Il Biotecnopolo «si sovrappone con un contesto regionale e nazionale già ricco di iniziative e soggetti attivi», mentre “un polo scientifico andrebbe creato seguendo linee guida internazionali che assicurino la bontà e la competitività dell’intervento.»

Alla fine del suo intervento, Elena Cattaneo scrive che bisogna «superare, una volta per tutte, l’abitudine della spartizione preventiva. Un modo distorto di interpretare il processo democratico, di cui purtroppo nel lungo termine pagano le conseguenze non tanto i diretti responsabili, ma la ricerca, l’innovazione e tutto il Paese.»

Andrebbero forse aggiunte alle ‘invenzioni’ ricordate da Elena Cattaneo altre iniziative decise, sempre all’interno di provvedimenti legislativi blindati, senza il coinvolgimento della comunità universitaria: l’IMT (Istituzioni Mercati Tecnologie) di Lucca, il SUM (Istituto di Scienze Umane) di Firenze e la SSM (Scuola Superiore Meridionale) di Napoli.

c. “Il silenzio di gran parte degli studiosi” e il “personale orticello”

Elena Cattaneo, nel suo intervento sul Messaggero, scrive anche che:

«a lamentare la “fuga dei cervelli” sono spesso gli stessi che continuano a difendere ad ogni occasione il personale orticello politico e accademico, con casacche diverse, ma con la costante di rifuggire ogni programmazione, trasparenza e dibattito.

Il silenzio di gran parte degli studiosi, di chi avrebbe il dovere – per ruolo e posizione – di tutelare la ricerca libera e competitiva segnala la completa rinuncia a difendere l’etica pubblica, destinata a soccombere al “così fan tutti”.»