Ateneo, Flc Cgil apprezzamento per l’inaugurazione dell’anno accademico e preoccupazione per l’emergenza pandemica

“Intensificare di nuovo lo smart working come nel primo lockdown, per garantire i lavoratori e i servizi per l’utenza”.

Apprezzamento per l’impegno del rettore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Palermo e preoccupazione per la situazione emergenziale.     L’Flc Cgil Palermo esprime un giudizio positivo sul programma presentato al Teatro Politeama dal rettore  Massimo Midiri e contestualmente pone come prioritario per tutti i dipendenti dell’Ateneo  il problema della sicurezza dei luoghi di lavoro, avanzando la richiesta dell’incremento delle ore di smart working, col  massimo utilizzo del “lavoro agile” per le attività che possono essere svolta a distanza, come previsto dalla circolare Brunetta.     “Alcuni dei punti qualificanti del   progetto di Ateneo  sono quelli che chiedevamo  come Flc Cgil ai candidati rettori durante la campagna elettorale. E con soddisfazione registriamo che i primi passi fatti dal nuovo rettore Midiri, con le scelte fatte nel  bilancio,  vanno in questa direzione e ci incoraggiano – dichiarano il segretario Flc Cgil Palermo Fabio Cirino e il responsabile Università Flc Cgil Palermo Nicola Sinopoli – La maggiore apertura dell’Università al mondo del lavoro, con più fondi per stage da svolgere anche nel resto d’Italia e all’estero. L’internazionalizzazione, con un’offerta formativa più mirata all’attrazione di studenti del bacino del medio oriente e dell’aria mediterranea. E  nuove residenzialità per i fuori sede, con la riconversione di vecchi edifici”.   Nei prossimi mesi si andrà incontro a una nuova riorganizzazione del personale. Nel frattempo, con l’aggravarsi dell’emergenza pandemica, Flc Cgil ha inviato al rettore una nota congiunta con Uil Scuola e Gilda con cui si chiede l’incremento dello smart working.     “Esprimiamo preoccupazione. Alla luce del nuovo progredire della pandemia, abbiamo chiesto se non sia il caso di rivalutare le ore di smart working, come si sta procedendo a livello nazionale in tutti gli atenei  – aggiungono Cirino e Sinopoli, che ritengono doveroso  un provvedimento “cautelativo” per salvaguardare il personale  –  Attualmente tutti i dipendenti degli uffici  lavorano 2 giorni a distanza e 3 giorni in presenza. Al fine di evitare la contemporanea presenza di più persone negli uffici,  e in considerazione della decisione di far svolgere gli esami di profitto a distanza, chiediamo  all’amministrazione di consentire a tutti i lavoratori dell’Ateneo e del Policlinico lo svolgimento del lavoro in modalità smart working per un numero di giorni maggiore rispetto a quanto oggi previsto, superando di fatto la distinzione tra attività di front-office e back-office ed allargandone la fruizione ai colleghi che svolgono attività amministrative presso l’Aoup”.    Flc Cgil, Uil Scuola e Gilda chiedono anche  di prevedere la possibilità dello svolgimento a distanza dell’attività lavorativa da parte dei dipendenti che dovranno accudire i figli minori per quei periodi di eventuali positività al virus o quarantena “anche in considerazione della confusione che ancora regna per quanto riguarda il rientro dei ragazzi a scuola e alla possibilità concreta che si possa ricominciare in dad”.   “Nel corso del primo lockdown – si legge nella nota di Flc Cgil, Uil Scuola e Gilda – il personale ha dimostrato che con grande spirito di abnegazione il lavoro a distanza può essere svolto in piena efficienza mantenendo invariati i servizi resi all’utenza. Mettere in pericolo le persone che vanno a lavorare e i loro contatti più stretti riteniamo sia un rischio da non correre”. Le organizzazioni sindacali manifestano la loro solidarietà e vicinanza a tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri  “che si trovano nuovamente a fronteggiare un’emergenza gravissima che speravamo fosse ormai alle spalle e sensibilizzano tutti, per l’ennesima volta, al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione”.