sabato, Luglio 13, 2024
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Arriva a Palermo “LGNetEA”, il progetto pilota dell’ANCI per l’inclusione d’emergenza

Un modello innovativo in 16 comuni italiani per l’accoglienza in aree urbane svantaggiate,
in collaborazione con Unione Europea, Ministero dell’Interno, Cittalia e ANCIComunicare

  • “LGNetEA è un progetto aderente alla realtà e ai bisogni dei giovani, con l’obiettivo di rendere autonomi i ragazzi nell’abitare, e dare dignità all’abitare”: le parole di Maria Mantegna, Assessore alla Cittadinanza solidale del Comune di Palermo
  • Realizzati interventi di “Fast track housing inclusion” per l’inserimento abitativo di circa 60 giovani, con azioni di supporto psicologico, formazione e cittadinanza

Il Comune di Palermo, insieme ad altri 15 comuni italiani, aderisce al progetto “LGNetEA – Rete dei Comuni per una rapida risposta e servizi per l’inclusione d’emergenza in aree urbane svantaggiate” al fine di affrontare e risolvere i fenomeni emergenziali originati dalla presenza, sul territorio nazionale, di migranti non integrati da un punto di vista abitativo, lavorativo e sociale. In maniera strategica, co-finanziano il progetto l’Unione Europea, il Ministero dell’Interno (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione) e ANCI (sistema dei Comuni italiani), Cittalia e ANCIComunicare, uniti per ridefinire un modello innovativo che valorizzi la centralità del welfare e favorisca una rete di sistemi su scala nazionale e locale. Tre gli ambiti di azione del progetto: reperimento e predisposizione di abitazioni o dimore temporanee; attuazione di interventi psico-socio-legali; realizzazione di progetti di impegno civico (civic engagement).

Il Comune di Palermo ha focalizzato il progetto LGNetEA su interventi di “Fast track housing inclusion” per garantire l’autonomia abitativa dei giovani migranti presenti sul territorio. A settembre 2021, in collaborazione con l’Agenzia per la casa, sono stati messi a disposizione i primi appartamenti in favore di 45 beneficiari. Ad oggi sono circa 60 i ragazzi inseriti in un percorso di accompagnamento all’abitare, che prevede anche l’erogazione di un contributo all’affitto e al pagamento delle utenze, e azioni di mediazione, supporto psicologico, formazione e cittadinanza.

LGNetEA è un progetto speciale – afferma Maria Mantegna, Assessore alla Cittadinanza solidale del Comune di Palermo – perché si incastona in un progetto complessivo rispetto ai bisogni di questi ragazzi che hanno completato la loro permanenza nei centri di accoglienza, hanno raggiunto piccole, grandi o medie autonomie lavorative, e hanno la necessità non solo di essere accolti, ma anche di poter sostare nella città perché hanno scelto di rimanere qui. Il tentativo, attraverso punti snodo presenti nella città, è stato quello di accompagnarli all’autonomia abitativa attraverso la possibilità di affittare una casa, trovare un alloggio in autonomia, avviare veramente quel tanto auspicato processo di emancipazione, ed evitare che questi ragazzi, uscendo dalle comunità, si ritrovino in una situazione a rischio, ancora una volta, di marginalità, quindi il processo inclusivo è proprio l’obiettivo fondamentale del progetto nella sua interezza. Accompagnamento, sostegno, dialogo, e possibilità di aiutare questi ragazzi a sistemarsi in un contesto, in un territorio e cominciare anche a dialogare con il territorio e la comunità ospitante. Un processo che speriamo nel futuro di valorizzare”.

Il punto di forza del progetto – aggiunge l’Assessore Mantegna – è stato quello di avere l’obiettivo di rendere autonomi i ragazzi soprattutto nell’aspetto dell’abitare, e dare dignità all’abitare. Perché dopo aver studiato, lavorato, avuto del tempo libero all’esterno, avere un luogo sicuro dove stare, avere la casa, dà dignità alla persona. Quindi credo che questo sia l’aspetto fondamentale, soprattutto nella presa in carico e nell’accoglienza di giovani e giovanissimi che si affacciano alla vita con una speranza nuova. LGNetEA è un progetto importante, innovativo e aderente alla realtà e ai bisogni dei giovani. Sono quasi 60 i ragazzi che hanno partecipato a questa progettualità e speriamo che si possa sviluppare anche con percorsi diversi ma in un sistema di accoglienza a 360 gradi rispetto ai bisogni più profondi di ciascuno di loro”.

Sul futuro del progetto oltre la fine del finanziamento, l’Assessore sottolinea: “Il servizio proseguirà nella misura in cui proseguirà nella nostra città un imperativo, che è quello dell’accoglienza. La nostra città offre tanti servizi per chi arriva e cerca un porto sicuro, ma soprattutto un luogo sicuro dove poter vivere e abitare. Abbiamo un terzo settore, una Consulta delle culture, e quindi una grande capacità di accoglienza che si trasforma poi in offerta di servizi. Abbiamo servizi psicologici, anche in raccordo con l’Azienda Sanitaria, per dare sostegno soprattutto a quei giovani che hanno fatto dei viaggi molto difficili e hanno subìto anche dei grossi traumi, e quindi anche in quel caso c’è la possibilità di percorsi di accompagnamento e di sostegno psicologico per il superamento del trauma. Insieme a un accompagnamento anche al poter stare nella città in una dimensione di accoglienza a 360 gradi. Perché essere sradicati da un paese e dalle relazioni familiari è qualcosa di molto forte e dobbiamo mettere in moto tutte le energie possibili per fare in modo che i ragazzi possano stare bene e trovarsi bene nella nostra città”.

Il progetto LGNetEA, che coinvolge 16 comuni italiani, Bologna, Bolzano, Caserta, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Sassari, Taranto, Torino, Trieste insieme ad ANCI Liguria, Azienda Servizi Sociali di Bolzano e Azienda Comunale per la Tutela Ambientale di Potenza, è co-finanziato dall’Unione Europea con la linea di finanziamento delle Misure Emergenziali del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), direttamente gestita dalla Commissione Europea con l’obiettivo specifico “di prendersi cura delle persone per prendersi cura delle città”.

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