lunedì, Agosto 15, 2022
HomeCulturaArteKazumi Yoshida al Loggiato San Bartolomeo: l’artista giapponese sceglie Palermo

Kazumi Yoshida al Loggiato San Bartolomeo: l’artista giapponese sceglie Palermo

È il luogo dell’immaginazione per eccellenza, quello che contiene tutti i desideri di armonia e bellezza: Utopia dell’artista Kazumi Yoshida, tra i designer contemporanei più conosciuti al mondo, propone una sua riflessione  per un rinascimento di arte e umanità, attraverso una mostra antologica curata da Paola Nicita che si inaugura venerdì 3 giugno alle 18 al Loggiato San Bartolomeo, uno degli spazi espositivi della Fondazione Sant’Elia, organizzata da MLC Comunicazione di Maria Letizia Cassata; partnership tecnica di Fondazione Antonio Ratti,  Hermès, Villa Igiea Palermo – Rocco Forte Hotel, Accademia di Belle Arti di Palermo.

Utopia sarà la prima grande antologica in Europa di Kazumi Yoshida, art director di Clarence House di New York, punto di riferimento internazionale per il design, che ha scelto Palermo perché ammaliato dalla sua arte, natura e architettura: molti dei lavori in mostra sono inediti, e alcuni tra arazzi e pitture sono state appositamente realizzate in omaggio alla città di Palermo. 

In particolare, la grande pittura che dà il titolo alla mostra è stata realizzata da Kazumi Yoshida a New York e completata a Palermo, in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, per un lavoro a più mani che è un sentito omaggio alla vitalità e al sogno che l’artista ha percepito visitando la città.

Il lavoro di Yoshida è radicato nel suo slancio vitale, nell’esaltazione del privilegio di appartenere al cosmo e nell’importanza di proteggere la sua bellezza. Testimonianza di queste prospettive, la mostra presenta oltre 40 creazioni tra opere pittoriche, grandi arazzi, che ridisegnano il Loggiato nei tre piani, riempiendolo di vita e colori: animali, natura e stelle dello zodiaco diventano gli elementi di questo mondo, tra arte, architettura e un omaggio alla città con la carta da parati ispirata alla Casina cinese di Palermo.

Il colloquio con la città materializza Utopia anche con la raffigurazione di uno dei monumenti più importanti, la piazza della Vergogna, che suggerisce altri miti e altri tempi, in un dialogo costante con la natura a partire dal mare, per una sorta di “scatola magica” che custodisce molte meraviglie da svelare. 

Rintracciare i legami con la natura e con le forme viventi nel segno di una armoniosa convivenza – scrive la curatrice Paola Nicita – appare sempre più frutto di una immaginazione che desidera materializzare l’impossibile: e così fa l’artista Kazumi Yoshida nella sua ricerca artistica, volta alla creazione di mondi guidati dalla ricerca di un’Arcadia immaginaria, popolata da animali fantastici che si muovono tra architetture e spazi, in perfetta coabitazione, creando con questa compresenza l’immagine di una possibilità altra, differente, armoniosa, in cui la felicità si materializza in un battere d’ali o in un balzo felino, in una sorta di regesto archetipico della relazione tra natura e manufatto umano. 

Questa città è uno scrigno d’ispirazione – sottolinea Kazumi Yoshida – per l’artista è come un sogno. Soltanto respirando l’aria di Palermo senti l’anima della città, questa è ispirazione. Senti il passato che fu insieme con il presente per ciò che è e con il futuro per ciò che sarà. Ispirazione costante.

Kazumi Yoshida – continua Paola Nicita – porta con sé un bagaglio culturale vasto e articolato, nel quale sono presenti le iconografie dell’Oriente e le sue modalità percettive, insieme ad un segno grafico definito e vibrante, anch’esso immediata dichiarazione di una storia compòsita, stratificata e sfaccettata. Ed è un segno, quello di Yoshida, che nasce dal gesto, da una modalità di definire mondi attraverso una visionarietà che si è nutrita di storie antichissime. Un patrimonio culturale ed estetico frusciante di sete e tintinnante di porcellane sottili come foglie, percorsa incessantemente da riti codificati nei millenni, rinnovati e vivificati dalla reiterazione del gesto nella sua complessa e naturale perfezione.

Antonio Ticali, Soprintendente della Fondazione Sant’Elia, dice: L’inconfondibile bellezza delle creazioni di Kazumi Yoshida invade di “joie de vivre” uno degli spazi più suggestivi della Fondazione Sant’Elia. Linee flessuose, i fiori di ogni tipo, le foglie elaborate, gli animali di un paradiso reale od immaginario sembrano riaffiorare secondo paradigmi che ispirarono la pagina felicissima del Liberty palermitano. Prosegue l’azione di valorizzazione del patrimonio culturale della Fondazione, affidata alla creatività di un artista sensibilissimo che ci onoriamo ospitare.

L’artista, a Palermo per l’inaugurazione della mostra, parteciperà anche ad alcuni eventi collaterali che coinvolgeranno la maison Hermès, con vetrine dedicate all’artista e alla sua Utopia. Gli arazzi, anche questi espressamente creati per l’esposizione palermitana, nascono invece in collaborazione con la Fondazione Antonio Ratti, tra le più prestigiose aziende tessili italiane, celebre per le sue collaborazioni creative con i maggiori artisti del mondo.

BIO KAZUMI YOSHIDA

Designer, pittore e scultore, direttore artistico della pluripremiata Clarence House di New York, nome di riferimento per il design internazionale, Kazumi Yoshida è nato nella cittadina di Tatsuno, in Giappone, in una famiglia di medici. Il padre aveva previsto che anche lui diventasse medico, ma sin da bambino inizia a dipingere. Crescendo si avvicina alla fotografia di moda di artisti come Irving Penn e Guy Bourdin. Dopo aver terminato il college, studia al Royal College of Art di Londra prima di stabilirsi a New York, nel quartiere di Tribeca. 

Il primo progetto di Kazumi per Clarence House è “Papiers Japonais”, un disegno con temi botanici. Questo design conquista Robin Roberts e il tessuto verrà poi stampato dalla Fondazione Antonio Ratti a Como. Nel 1982 l’American Society of Interior Designers premia il “Papiers Japonais” come “Best in Printed Design Category” e oggi fa parte della collezione permanente del Museo dei Tessuti di Mulhouse, in Francia. 

Kazumi Yoshida crea opere d’arte e poi le traduce in tessuto e carta da parati, o viceversa: tra i suoi ultimi lavori una scultura in legno interamente bianca, realizzata per la Cheryl Hazan Gallery di New York, e un fiore di mughetto in porcellana per un evento di beneficenza organizzato dal proprietario di Le Cabinet de Porcelain con l’artista Samuel Mazy.

Kazumi ha realizzato inoltre una collezione di scialli in cashmere e seta che riprendono i suoi disegni e dipinti, con un uso audace del colore e di disegni astratti in bianco e nero a contrasto, un richiamo all’Art Deco o a Fernand Lége, privilegiando la serigrafia alla stampa digitale per il suo caldo richiamo al tatto umano e per la ricchezza dei colori nel prodotto finale. Sotto la direzione di Pascale Mussard, Hermès lo cerca per la realizzazione della sua collezione Petit H. Per questa collezione Kazumi Yoshida ha utilizzato la pelle proveniente dagli scarti dell’atelier, dimostrando tra i primi interesse per i temi della sostenibilità ambientale.

Nei suoi lavori si percepisce l’influenza di Jean Cocteau, Raoul Dufy, Fernand Léger, Marie Laurencin, Picasso e Matisse. La sua ispirazione proviene dall’arte ma anche dalla natura e dalla moda.

Tra le mostre più recenti si segnalano le personali alla Cheryl Hazan di New York (2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019), alla Hazan Contemporary (2021, 2022) e alla Silo 6776 Gallery di New Hope (2021, 2022) e le partecipazioni ad Art Miami (2018) e ad Art Basel (2021). 

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments