sabato, Giugno 25, 2022
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Suicidi tra le Forze dell’Ordine: “necessario supporto psicologico nei comandi”

I sindacati del comparto sicurezza e soccorso pubblico chiedono alle
amministrazioni competenti di non lasciare solo il personale in
difficoltà

Un’altra triste pagina si aggiunge per le Forze dell’Ordine. Non ci sono
più parole e pensieri per tutti quei giovani che indossano
orgogliosamente una divisa dello Stato italiano e poi, inspiegabilmente,
decidono di togliersi la vita.
Come sindacati del comparto sicurezza e soccorso pubblico, premettiamo
che chi compie questa tragica scelta probabilmente lo farebbe anche
senza l’arma in dotazione, ma ammesso ciò l’Amministrazione dovrebbe
chiedersi quali siano le cause di disagio che portano all’estremo atto.
Il nocciolo della questione, ad avviso delle OO.SS scriventi, risiede
nell’inadeguatezza normativa che, con l’articolo 48 del DPR 782 del
1985, pone un forte freno inibitorio al personale in divisa che palesa
il bisogno di voler confidare un suo momentaneo ma reale disagio
psicologico.
L’applicazione dell’attuale normativa prevede infatti il ritiro della
tessera di riconoscimento e dell’arma d’ordinanza in dotazione, con
l’immediata sospensione dal servizio fino a data da destinarsi. Se è pur
vero che l’Amministrazione agisca in autotutela, è altrettanto vero che
con tale prassi si ponga il dipendente in disgrazia.
Considerato ciò, queste dinamiche fanno sì che pur di mantenere il
proprio ruolo e non essere escluso dal servizio (con tutte le
ripercussioni negative che ne conseguono sul prestigio e sull’immagine
personale, sia in ambito familiare sia sociale), il personale sarà così
costretto dall’Amministrazione stessa a non manifestare il proprio
disagio.

La questione, a nostro avviso, potrebbe facilmente risolversi con
l’ausilio di psicologi esterni all’Amministrazione, che fungano da
supporto e senza rischi di ritorsioni per chi voglia liberarsi di
pensieri logoranti. Peraltro, è fuori da ogni dubbio che il servizio
nelle Forze di Polizia, Forze armate e Soccorso pubblico, sia
connaturato all’esposizione continua a fattori stressanti.

Invitiamo i decisori a non sottovalutare un fenomeno che non è
marginale, ma rappresenta la prima causa di morte tra le Forze di
polizia, Forze armate e Soccorso pubblico: la vita è sempre preziosa,
anche quella degli operatori che giornalmente si prodigano per il bene
del popolo italiano.

Una preghiera per il nostro collega e per tutti quelli che si sono
trovati soli ad affrontare il silenzio dell’opinione pubblica, che la
terra vi sia lieve.

I sindacati di categoria firmatari del comparto sicurezza e soccorso
pubblico:
A.d.p.
Li.Si.Po.
Adp
Co.s.p.
A.N.P.P.E.VV.F.
Mp
Unarma

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