lunedì, Agosto 15, 2022
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Carceri: “ancora un’aggressione nel carcere di Siracusa”

In sei mesi nelle carceri italiane aumento del 24%.

Ancora un’aggressione nella Casa Circondariale di Siracusa. Questa volta la vittima della
violenza, opera di un detenuto appartenente alla criminalità organizzata Campana, è stato il
coordinatore dei medici dell’area Sanitaria. Solo il pronto intervento del personale di Polizia
Penitenziaria ha evitato all’operatore sanitario conseguenze più gravi. A denunciarlo è una
nota del S.PP. – Sindacato Polizia Penitenziaria – a firma del segretario generale Aldo Di
Giacomo, esprimendo solidarietà al medico a cui augura una pronta guarigione.
Le motivazioni di tale gesto non sono ben chiare, ma di fatto anche la sicurezza degli
operatori sanitari è a rischio. La gestione della sicurezza dovuta alla carenza di personale è
alquanto difficile: si lavora con turni di 8 ore ed in caso di eventi critici l’orario di servizio si
prolunga ad oltranza.
La Casa Circondariale di Siracusa secondo polo detentivo nella Regione Sicilia, nei turni
pomeridiani e notturni si accentua ancora di più la carenza di personale; ne scaturisce un
abbassamento dei livelli di sicurezza, che per una struttura penitenziaria è un grave
problema, mettendo a rischio anche la sicurezza pubblica, non a caso sono stati rinvenuti
quasi 100 telefoni cellulari dall’inizio dell’anno.
Per S.PP. “servono assegnazioni straordinarie di Poliziotti Penitenziari, per rafforzare le
esigue unità in servizio, auspicando interventi di emergenza”.
Secondo il segretario Aldo Di Giacomo: “la situazione del carcere siciliano è la cartina al
tornasole di quanto accade nei penitenziari del Paese. Secondo dati di fonte Ministero
Grazia e Giustizia dal 1° gennaio al 26 giugno 2022 sono stati 493 gli episodi di aggressione
di detenuti nei confronti di appartenenti alla Polizia penitenziaria, conteggiando solo quelli
più gravi, il 24,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le
aggressioni erano state 397. E subito dopo la Campania c’è la Sicilia per aumento di
aggressioni. La situazione nell’istituto Cavadonna è a dir poco esplosiva, non si riesce a
capire perché il DAP non prende posizioni con interventi forti, ad iniziare dall’assegnazione
straordinaria di personale e misure adeguate”.

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