lunedì, Ottobre 3, 2022
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Marsala, V Rassegna ‘a Scurata: la compagnia Sipario in scena con “Marenmostro”

Venerdì 19 agosto alle 19,30 il teatro a mare “Pellegrino 1880” ospiterà uno spettacolo che volge lo sguardo oltre le nostre coste, verso il Canale di Sicilia, dove il “Mare Nostro” troppo spesso è stato scenario di speranze infrante da parte di chi lascia la propria casa perché è “proprio lei a scacciarlo” con “il fuoco sotto ai piedi”. Accade però che non sempre il Paese che si trova al di là della distesa azzurra sia accogliente e così, il Mare che era “Nostro” diventa “Mostro”

Nessuno lascia casa sua a meno che non sia proprio lei a scacciarlo quando hai il fuoco sotto ai piedi, il sangue che ti bolle nella pancia. Non avresti mai pensato di farlo, fin quando la lama non ti marchia il collo e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale sotto il respiro. Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua di questo MARENMOSTRO non sia più sicura della terra”. Con queste parole Vito Scarpitta, autore, regista e interprete presenta il suo spettacolo dal titolo: “MareNMostro” che si terrà venerdì 19 agosto alle 19,30 nella Salina Genna, nella riserva naturale dello Stagnone, all’interno della rassegna “’a Scurata Cunti e canti al calar del Sole – Memorial Enrico Russo”.

Nel suggestivo Teatro a Mare Pellegrino 1880, unico al mondo ad essere realizzato in una vasca di salina – spiega Scarpitta – intendiamo offrire un evento che vuole essere più di uno spettacolo. Ma un momento di riflessione e consapevolezza, un invito all’empatia nei confronti di chi lascia la propria terra. Nessuno lascia la propria casa a meno che casa sua non siano le mandibole di uno squalo. Quando vedi tutta la città correre, quando i tuoi vicini corrono più veloci di te, il fiato insanguinato nelle loro gole, il tuo ex amichetto che ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo, lasci casa tua quando è proprio lei a non permetterti più di starci. Non avresti mai pensato di farlo, fin quando la lama non ti marchia il collo e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale sotto il respiro. Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua di questo MARENMOSTRO non sia più sicura della terra. Le onde di questo azzurro mare Nostro, che i più fortunati osservano infrangersi lentamente in un soleggiato agosto, esecutrici di un suono soave e sereno, qui annunciano, quasi sfondando i timpani dell’ascoltatore, un messaggio di paura. È un capitolo che non sempre termina lieto, quello dei fratelli migranti africani che questo mare Nostro spesso vedrà scomparire in questo sterminato cimitero azzurro, in questo MAREMOSTRO al largo di Lampedusa, l’approdo più vicino al continente di origine, il primo porto d’Italia, un Paese non sempre accogliente nei suoi decreti sicurezza. Una situazione frutto di un’identità che ci sta sfuggendo di mano a causa della crisi della società liberista, la nostra. E così finiamo per gridare disperatamente «dov’è l’Italia», quasi stentassimo a trovarla”. Testo e musica si fondono per immergere il pubblico in una coscienza collettiva del fenomeno della migrazione: dodici canzoni eseguite da tre musicisti – alla Fisarmonica Natale Montalto, alla Chitarra Salvo Lo Grasso e alle percussioni il Nino Errera – e due cantanti – Silvia Cialona e Francesco Di Bernardo; si alterneranno alla performance degli attori Vito Scarpitta, Enza Giacalone e Maria Teresa Maggio, con la direzione artistica di Enza Giacalone e la direzione musicale di Eugenia Sciacca. L’appuntamento è per venerdì 19 agosto alle ore 19,30 (biglietti 15 euro zona A – 12 euro zona B)

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