martedì, Ottobre 4, 2022
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“Un borgo di pietre, pane e parole”, una nuova rassegna letteraria a Salemi

Al via giovedì 22 con la scrittrice Elvira Seminara

Le pietre e i pani di Salemi, storia e tradizione, incontrano le parole, protagoniste ormai da diversi anni delle attività culturali promosse dall’associazione Liber…i. La letteratura fa tappa a Salemi durante tutto l’anno grazie ad “Un borgo di pietre, pane e parole”, una nuova rassegna, anomala da definizione degli ideatori, che si candida a diventare un “nuovo e vivace spazio culturale per la città”.

Sarà un nuovo contenitore letterario di cui ancora non si conosce bene il contenuto, un progetto ambizioso, aperto, accogliente, pronto a contaminarsi, una rassegna senza date, autori, libri e luoghi prestabiliti. Una rassegna senza alcun cartellone pronta a coinvolgere i lettori salemitani e dei dintorni con appuntamenti che si svolgeranno durante tutto l’anno in attesa della terza edizione estiva del Salìber Fest.

Una certezza c’è, “Un borgo di pietre, pane e parole” inizierà giovedì 22 settembre, nel salone del castello normanno-svevo di Salemi, alla presenza dell’autrice catanese Elvira Seminara, tra le autrici contemporanee quella che più si distingue per originalità, che presenterà il suo ultimo romanzo pubblicato da Einaudi, “Diavoli di sabbia”.

È una notte di tuoni e fulmini: dopo qualche bicchiere di troppo, Dora ansima nel sonno e urla il nome di un uomo. Accanto a lei, Rodolfo si rigira nel letto e sogna di ucciderla. Si svegliano insieme, di soprassalto: è cosí che s’innesca la macchina del dispetto, che travolge i destini di tutti. La catena di dialoghi che si rincorrono tra le pagine di questo libro è un meccanismo inesorabile, un ottovolante panoramico sul mistero comico e drammatico delle relazioni umane. Un gioco infantile e perverso che riguarda chiunque abbia, almeno una volta, iniziato una frase con la parola «io».

Elvira Seminara dà vita a una struttura originalissima e vertiginosa, un susseguirsi di dialoghi che fanno il girotondo, dove i personaggi e il lettore rimbalzano da un ruolo all’altro, da un inciampo al successivo, senza mai fondersi né perdersi davvero. Siamo dialogo incessante, sempre in relazione con qualcun altro, anelli malfermi e lucidi di un interminabile giro di parole. E poi siamo diavoli di sabbia, violenti e fragili: ci solleviamo nel vento pronti a graffiare.

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