sabato, Novembre 26, 2022
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Cgil e Inca. Migranti titolari di protezione internazionale: al via la “rete” del progetto Shubh

Aziende manifatturiere, cucine, ristoranti e servizi nel settore alberghiero e del turismo, aziende del settore edile ittico e chimico. Sono alcune delle occasioni di inserimento al lavoro per i migranti soggetti a protezione internazionale e sono state presentate nel corso di un workshop che si è svolto alla Cgil Palermo per l’integrazione dei partecipanti al progetto europeo Shubh, una ventina di uomini e donne titolari di protezione, residenti tra Palermo e provincia.   

   La Cgil Palermo e l’Inca Cgil Palermo, assieme agli altri partner del progetto, Arci, Auser e Sunia, hanno invitato al confronto i rappresentanti del sistema produttivo locale, Sicindustria,  Panormedil e Panormedil/contratti di inserimento, per analizzare le strade per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

   “Entrambe le associazioni,  con Maria Colosimo di Sicindustria e Duilio Castiglia di Panormedil,  hanno dato la loro piena disponibilità a fare parte della ‘rete’ che sta promuovendo questo progetto, la cui finalità è l’inclusione socio economica dei titolari di protezione internazionale aderenti – dichiara il segretario organizzativo Cgil Palermo Francesco Piastra –  La Cgil e l’Inca,  dal punto di vista operativo, tramite le proprie strutture Nidil e Sol, faranno servizio di orientamento al lavoro dei destinatari del progetto, producendo dei curriculum che saranno inviati alle associazioni datoriale e alle aziende individuate.  Soprattutto nel settore del turismo potrebbero esserci delle buone opportunità di lavoro. Come ci ha detto Massimiliano Ruggiani, esperto in contratti di inserimento per Panormedil, spesso non manca la disponibilità delle aziende, non è facile invece trovare i destinatari”.

“Nel corso dell’incontro – ha aggiunto Piastra – sono emerse le difficoltà di una città come Palermo, in cui sono carenti i servizi fondamentali, come gli asili nido e i trasporti pubblici. Mancanza che si ripercuote su soggetti svantaggiati, spesso con figli e senza i mezzi economici per mandarli nell’asilo a pagamento. Sia i servizi all’infanzia insufficienti che il posto di lavoro da raggiungere senza la macchina diventano un problema che rende più difficile la ricerca di un’attività”.

Le associazioni datoriali hanno confermato che i “tirocini formativi sono uno strumento utile per l’inserimento” mentre la Cgil ha rilanciato il contratto di apprendistato come strumento utile, dal punto di vista normativo ed economico, in grado di dare garanzie e vantaggi alle aziende. L’Inca Cgil proseguirà a occuparsi degli aspetti assistenziali e previdenziali dei migranti. E tra i partner, oltre all’Arci, che coordina il progetto, l’Auser segue i servizi alfabetizzazione per i migranti e per i riconoscimenti dei titoli di studio e il Sunia che si occupa delle problematiche abitative.

Nel pomeriggio la Cgil Palermo ha partecipato, come componente del comitato territoriale per l’immigrazione, a un incontro in Prefettura. “Abbiamo rimarcato – aggiungono Francesco Piastra e Bijou Nzirirane, responsabile ufficio migranti Cgil Palermo – la grave carenza di servizi, richiamando l’amministrazione comunale a essere presente per risolvere le difficoltà che riguardano l’iscrizione anagrafica dei migranti, che li penalizza anche per l’assistenza sanitaria, con tempi biblici di attesa. E poi abbiamo posto l’accento sul lavoro nero, sempre molto diffuso nella nostra realtà, e sulla mancanza di asili nido e di altri servizi necessari che rischiano di compromettere i diritti essenziali dei migranti”.  

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