sabato, Dicembre 3, 2022
HomeSalute & BenessereL'antivirale MEDS433 possibile arma contro le pandemie

L’antivirale MEDS433 possibile arma contro le pandemie

Un progetto di cooperazione internazionale che vede coinvolti gli atenei di Torino, Messina e Padova, che lavoreranno al fianco del Karolinska Institutet e dell’Università di Uppsala per studiare MEDS433, antivirale ad ampio spettro attivo su virus sia a DNA che a RNA e che, come tale, può essere considerato un’arma preziosa per affrontare eventi pandemici: l’iniziativa è stata finanziata dall’Emerging Security Challenges Division (ESCD) della NATO (North Atlantic Treaty Organisation) all’interno del progetto VIPER (Learning a lesson: fighting SARS-CoV-2 Infection and get ready for other future PandEmic scenaRios) inserito nell’ambito del Science for Peace & Security Programme (SPS). VIPER è un progetto di cooperazione e di ricerca scientifica tra Italia e Svezia nel quale Università ed Enti di ricerca appartenenti ai due paesi saranno impegnati nello sviluppo preclinico dell’agente antivirale ad ampio spettro MEDS433. 

“E’ una ricerca importante, un’iniziativa che porta la firma di ricercatori siciliani, fattispecie che sottolinea l’apertura di una nuova stagione di rinascita dell’Isola – ha affermato Mario La Rocca, dirigente generale della pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute -. Poco tempo fa abbiamo anche ricevuto i complimenti dell’AIFA e apprezzamenti sui tavoli di confronto ministeriali per quello che sta facendo la sanità siciliana. Anche la ricerca, da questo punto di vista, si inserisce in questa direzione di miglioramento della Sicilia. Tra l’altro è nata in un momento triste, quando stava arrivando l’ondata pandemica ed eravamo disperati, privi di risorse e incapaci di progettare il nostro futuro. Certo, se avessimo avuto allora questa molecola sicuramente avremmo guardato al futuro con un discreto ottimismo”. 

Le attività progettuali prevedono lo sviluppo in larga scala di MEDS433 (UniTo), la sua formulazione (UniMe ed Uppsala), lo studio in vitro (UniTo e UniPd) e infine lo studio in vivo in modelli animali infettati da SARS-COV-2 (Karolinska). Il gruppo di ricerca di Unime, costituito dai professori Anna Piperno, Maria Teresa Sciortino, Angela Scala e Nicola Micale e dal dottorando Roberto Oliva del Dipartimento ChiBioFarAm, coordinerà la formulazione dell’agente antivirale beneficiando della collaborazione esterna con il dottor Antonino Mazzaglia (ISMN-CNR) e con il professor Antonio Rescifina (UniCt). “E’ un progetto importantissimo – sottolinea Anna Piperno, docente di chimica organica all’Università di Messina -. Ci permette di andare avanti nello studio della molecola MEDS433 che è in grado di bloccare la replicazione di diversi virus, primo tra tutti quello legato al Covid. E’ un progetto che nasce per contrastare l’attuale pandemia e il mio team si occuperà della formulazione di questa molecola e renderla somministrabile. La parte finale del progetto è, invece, quella legata alla parte proclitica che verrà finalizzata dal Karolinska Institutet con test su animali infetti”. 

La Nato ha finanziato 300 mila euro e il progetto ha una durata di 27 mesi ed è partito lo scorso 30 giugno. L’emergenza sanitaria causata dal Covid ha messo in luce la drammatica mancanza di efficacia dell’armamentario terapeutico attualmente disponibile per combattere le infezioni virali, sollevando serie preoccupazioni per la salute pubblica e per le implicazioni sull’economia mondiale e sulle conseguenti crisi umanitarie. In quest’ottica, l’implementazione del MEDS433 potrà risultare strategica per affrontare soprattutto le fasi iniziali di un nuovo focolaio o pandemia, poiché potrebbe fornire copertura terapeutica nel tempo di attesa necessario per lo sviluppo di un vaccino. “La Regione è stata inserita in questa iniziativa per due motivi: per coinvolgere il territorio e per la questione legata alla divulgazione, alla comunicazione dei dati e soprattuto per la possibilità – più avanti – di mettere a frutto il lavoro che stiamo svolgendo. Questa ricerca – conclude La Rocca – attraverso una fase di sperimentazione sull’uomo che verrà fatta anche all’interno della aziende sanitarie porterà a un sistema sanitario migliore, in grado di affrontare nuove e diverse pandemie”.

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments