lunedì, Febbraio 6, 2023
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Mario Ridulfo è stato confermato all’unanimità alla guida della Cgil Palermo

“Per Palermo un progetto di rigenerazione urbana e di ripresa produttiva sostenibile”.  Al via stagione di iniziative.

Si è concluso questo pomeriggio, al San Paolo Palace,  il XVII Congresso della Cgil Palermo, che ha visto la riconferma, sulle note di Bella Ciao,  del segretario generale Mario Ridulfo.    L’elezione è avvenuta a conclusione di due giorni ricchi di contributi e riflessioni sul lavoro, sull’occupazione, i migranti, i precari, la violenza di genere, lo sfruttamento, l’emergenza sociale,l’esigenza di un progetto di rigenerazione e ripresa per Palermo.    In mattinata è stato presentato l’Osservatorio socio economicodella Cgil Palermo, con i contributi di Angelo Piepoli, Ludovica Ioppolo, Vincenzo Lo Coco e Francesco Piastra. A conclusione deldibattito, l’intervento del segretario nazionale Cgil Luigi Giove.      Tutelare e proteggere l’occupazione e i redditi: in questa direzione prosegue  l’impegno della Cgil Palermo, impegnata in questi mesi in una mobilitazione dentro e fuori i luoghi di lavoro, culminatanella settimana di scioperi e manifestazioni del mese di dicembre.       “Questa mobilitazione – ha detto il segretario generale CgilPalermo Mario Ridulfo, 53 anni, riconfermato alla guida del sindacato, incarico ricoperto  dal  novembre 2020 – ripartirà più forte ripartirà nelle prossime settimane, perché le risposte che esigiamo non solo tardano ad arrivare, ma quando arrivano sono l’opposto di quantochiediamo a cominciare dalla giustizia fiscale, con ladestrutturazione del principio della progressività delle imposte, finoal diritto del lavoro, con la reintroduzione dei voucher, fino alla mancata riforma delle pensioni, con la beffa di quota 103 e con iltaglio di misure previdenziali per il 2023 pari a 380 milioni di euro”.     “Per questo – ha proseguito il segretario riconfermato -vogliamo programmare e costruire, già subito dopo questa fase congressuale, una stagione di iniziative confederali, a cominciaredalle seguenti questioni:  infrastrutture e mobilità; legalità, salute e sicurezza; diritti e cittadinanza; sviluppo economico e terziario”.       L’obiettivo per Palermo, ha spiegato il leader della Cgil palermitana,  è “un progetto di rigenerazione urbana, che  deve essereconiugato con una nuova missione produttiva, industriale nel senso piùampio e moderno possibile, ambientalmente e socialmente sostenibile,sia per il territorio che per le persone”.     “Welfare territoriale e politiche attive del lavoro sono indispensabili per il rilancio dell’economia locale, così come lacollaborazione tra i soggetti pubblici e privati. Ma i soggetti pubblici – ha sottolineato Ridulfo – debbono mantenere un ruolo principale, senza abdicare al privato o al terzo settore, responsabilità proprie. Purtroppo, invece la tendenza in atto è quelladella privatizzazione, anche quando le aziende sono a totale partecipazione pubblica, di funzioni e servizi. Per questo ribadiamo qui ed adesso che la Cgil è contraria alla privatizzazione del patrimonio comune e tra questi ci sono le aziende pubbliche e quellepartecipate a cominciare da quelle che hanno ottime performance”.      Per realizzare questi progetti, ha detto Ridulfo, è necessario un protagonismo del sindacato confederale. E serve una Cgil Palermo“sempre più collegata ai fermenti e all’associazionismo democratico,per connettere sempre più i movimenti per i diritti civili col movimento dei lavoratori e dei diritti sociali”.    “Le nuove questioni come quelle climatiche e i cambiamenti digitali mettono al centro il tema della qualità del lavoro, dellaqualità della rappresentanza, della democrazia fuori e dentro i luoghi di lavoro – ha aggiunto Ridulfo –  Siccome è nella contrattazione chesi costruisce la rappresentanza sociale, è nella rappresentanzasociale che si può ricostruire una rappresentanza e una cultura del lavoro nella politica, perché noi non siamo indifferenti e rassegnati alla politica della mafia e alla mafia della politica, cioè di quellacattiva politica che ricicla anche indirettamente condannati, corrottie favoreggiatori”.

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