sabato, Febbraio 4, 2023
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Legalità: sabato a Palermo “Corteo della memoria” degli oratori delleAlte Madonie

In preparazione della seconda “Settimanadella legalità” per i bambini degli oratori delle Alte Madonie, che ilprossimo mese di maggio porterà a Petralia Sottana una reliquia delbeato p. Pino Puglisi, sotto l’egida della Diocesi di Cefalù e suiniziativa della parrocchia di Petralia Sottana in collaborazione con leparrocchie di Sclafani Bagni e Bompietro-Locati e i Comuni di PetraliaSottana, Sclafani Bagni e Bompietro e la Fondazione Progetto Legalità,sabato prossimo, 21 gennaio, alle ore 10, a Palermo, oltre 250 bambini eloro familiari degli oratori della Parrocchia “Maria Ss. Assunta” diPetralia Sottana, della parrocchia “Maria Ss. Assunta” di Sclafani Bagnie delle parrocchie “Ss. Apostoli Pietro e Paolo” e “Sacra Famiglia” diBompietro e Locati e i ragazzi della Comunità alloggio “FondazioneRegina Elena” di Cefalù  si raduneranno davanti alla parrocchia “MariaSs. di Monserrato” a piazza Croci a Palermo e, guidati dai rispettivisindaci e parroci, daranno vita al “Corteo della memoria” che sfileràfino all’Aula bunker che lo scorso 12 novembre è stata intestata aGiovanni Falcone e Paolo Borsellino alla presenza del Presidente dellaRepubblica, Sergio Mattarella.Qui, dalle ore 10,30, i bambini e le loro famiglie – dopo i saluti delprefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta; del sindaco di Palermo,Roberto Lagalla; del sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito; delsindaco di Sclafani Bagni, Giuseppe Sollazzo; del sindaco di Bompietro,Pier Calogero D’Anna; del Vicario generale della Diocesi di Cefalù, donGiuseppe Licciardi; del parroco di Petralia Sottana, don Giuseppe Murè;del parroco di Bompietro, p. Rosario Giardina – si confronteranno con ilpresidente della Fondazione Progetto Legalità, Leonardo Agueci; ilpresidente della Prima sezione della Corte d’Assise di Palermo, VincenzoTerranova, nipote del giudice Cesare Terranova; l’autista di RoccoChinnici e di Giovanni Falcone, Giovanni Paparcuri; il Pm almaxiprocesso di Palermo del 1987 a Cosa nostra, Giuseppe Maria Ayala.Modererà Elvira Terranova, giornalista dell’Adnkronos.Seguiranno l’esibizione della Corale polifonica “San Sebastiano” dellaPolizia municipale di Palermo diretta dalla maestra Ina Sandovalli e unmomento celebrativo a cura dei bambini degli oratori, che indosserannole casacche realizzate appositamente grazie al contributo del presidentedella Bcc delle Madonie, Leonardo Gennaro. Conclusione con il pranzoalla mensa universitaria offerto dal rettore di Palermo, Massimo Midiri,e dall’Ersu e dalla Cot. Quindi visita alla tomba di Biagio Conte conl’assistenza del personale della Croce Rossa.Prosegue, dunque, l’impegno per diffondere fra i giovani i valori dellalegalità, portato avanti dagli oratori parrocchiali delle Alte Madonie,su iniziativa della parrocchia “Maria Ss. Assunta” di Petralia Sottanaguidata dal parroco don Giuseppe Murè, con il coordinamento del vicarioparrocchiale p. Giuseppe Garofalo, componente del Forum degli oratoridella Diocesi di Cefalù con delega per le Alte Madonie, e incollaborazione con le parrocchie di Sclafani Bagni e Bompietro-Locati, iComuni di Petralia Sottana, Sclafani Bagni e Bompietro e la FondazioneProgetto Legalità.L’iniziativa segue la prima “Settimana della legalità”, che lo scorsoanno ha visto a Petralia Sottana l’esposizione dei resti della “QuartoSavona 15”, la Fiat Croma blindata su cui viaggiava la scorta diGiovanni Falcone, e la testimonianza di Tina Montinaro, vedovadell’agente Antonio Montinaro.“Questa iniziativa – spiega Leonardo Agueci, presidente della FondazioneProgetto Legalità – che cade sul finire delle celebrazioni deltrentennale delle stragi di Capaci e di via d’Amelio e coincidecausalmente con l’arresto di Matteo Messina Denaro, vuole fare sì che lamemoria non sia solo un riferimento storico a fatti che i giovani nonhanno vissuto direttamente e nei quali, quindi, potrebbero nonriconoscersi appieno, ma che sia, semmai, lo strumento attraverso ilquale trasmettere ai giovani i valori della legalità da vivere tutti igiorni. Quindi non solo come racconto fine a se stesso, ma anche comeragione di impegno quotidiano da esprimere con fatti concreti. E’ perquesto che i nostri eroi antimafia hanno lottato e sono morti”.

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