martedì, Ottobre 3, 2023
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Palermo, Visita guidata: viaggio nei luoghi della rivolta del “Sette e mezzo”

In occasione della ricorrenza dell’insurrezione antigovernativa del 16 – 22 settembre 1866, si terrà sabato 16 settembre 2023 alle ore 10,00 a Palermo un viaggio nei luoghi della rivolta del “Sette e mezzo”. L’appuntamento sarà in Piazza Indipendenza, presso l’obelisco commemorativo della insurrezione della Gancia. Dopo la presentazione dello storico Santo Lombino e di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, inizierà la visita sarà guidata da Fabio Pellitteri. La manifestazione è promossa da BCsicilia in collaborazione con I Buoni Cugini Editori. L’escursione è gratuita, sono previsti 2 euro per gli auricolari. E’ necessaria la prenotazione. Tel. 346.8241076 – Email: segreteria@bcsicilia.it.
Dal 16 al 22 settembre 1866 Palermo fu sconvolta dall’esplosione di una rivolta popolare che per la sua durata fu chiamata “il Sette e Mezzo” che aveva diverse cause: l’instaurazione della leva militare di cinque anni, la soppressione degli enti ecclesiastici e l’incameramento dei loro beni, la mancanza assoluta di lavori pubblici. Sul malcontento  popolare  si innestava l’iniziativa degli ex garibaldini che si rifacevano al generale Giovanni Corrao, con cui convergevano elementi clericali e filoborbonici. La mancata discesa in campo delle altre città siciliane condannarono il “Sette e Mezzo” alla sconfitta, sigillata dall’arrivo di contingenti armati e dai bombardamenti dalle navi regie nel porto di Palermo. Il generale Raffaele Cadorna ordinò lo stato d’assedio  con coprifuoco, disarmo generale, arresti indiscriminati, tribunali militari di guerra. Durante la visita guidata sarà possibile rivivere i momenti salienti di quell’avvenimento, visitare i luoghi dove avvennero gli scontri armati tra le squadre dei rivoltosi e le forze dell’ordine, le piazze dove donne e uomini costruirono barricate con tutto quello che riuscirono a trovare, inoltre sarà possibile conoscere  i palazzi oggetto di assalto o devastazione perché sedi di caserme e uffici pubblici, confrontando gli aspetti della città di allora con quelli dei giorni nostri.

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