giovedì, Aprile 25, 2024
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Grano duro, in Sicilia nasce il primo Distretto Produttivo Cereali

La Sicilia è il granaio d’Europa e oggi nasce il Distretto Produttivo Cereali SiciliaQuesta assemblea è un primo punto di partenza per prendere consapevolezza della necessità da parte della filiera di organizzarsi per cercare di essere competitivi sui mercati”: sono le parole di Carmelo Frittitta, Dirigente generale del Dipartimento delle Attività produttive della Regione siciliana, nel corso della prima assemblea plenaria del Distretto Produttivo Cereali Sicilia, tenutasi ieri nei locali dell’Assessorato Regionale di via degli Emiri, a Palermo. 

65 aziende461 addetti e un fatturato complessivo di circa 170 milioni di euro: questi i numeri racchiusi all’interno di un accordo di programma che guarda alla concretezza del domani, e che ha visto luce grazie a un decreto dell’Assessore Edy Tamajo, firmato lo scorso novembre, con l’intento di rafforzare la competitività, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la crescita delle imprese attive nel settore cerealicolo.

Siamo la regione con la più alta percentuale di microimprese, più del 96%, soprattutto per il settore manifatturieroDobbiamo quindi creare processi aggregativi e quello del distretto è uno strumento che può aiutare l’unione delle imprese lungo tutto una filieraTutto questo può andare a vantaggio del settore agricolo ovviamenteche tanto ha bisogno di driver di sviluppoSe il Distretto presenta delle progettualità in regionetroverà un’amministrazione non soltanto attenta ma proattiva a dare delle risposte”, aggiunge Frittitta.

Quella cerealicola è una filiera indissolubilmente legata alla Sicilia, un contesto territoriale, culturale ed ambientale nel quale valorizzare il rapporto tra grano e qualità, tra sfarinati e prodotti, tra dieta mediterranea ed effetti sulla salute, con particolare richiamo al ruolo del grano duro nell’alimentazione. Il progetto vanta il supporto della Sosvimaspa, del Gal Isc delle Madonie, e del Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore

L’Istituto Ballatore è stato un catalizzatore di questa iniziativaCirca un anno fain risposta ad un avviso pubblico dell’Assessorato alle Attività produttiveabbiamo chiamato le aziende con le quali abbiamo collaborato in questi 25 annie devo dire che c’è stato un ottimo seguitoIl Distretto può contare su tantissime realtà della trasformazione e della produzione nel mondo cerealicolo dell’isolaIn tal senso vogliamo immaginare un futuro ampioridisegnando il gran valore del grano siciliano e della cultura imprenditorialeperché ci sono tutti i presupposti per poterlo fareA partire da oggidunque,cominceremo a costruire un percorso di programmazione teso alla valorizzazione dei prodotti da fornodella pastadei dolciottenuti con i nostri grani.”, ha dichiarato il Dr. Giuseppe Russo,biologo ricercatore del Consorzio Ballatore, nonché presidente dello stesso distretto.

Al centro di questa prima occasione di confronto l’affermazione del brand Sicilia, ma al contempo anche lo sviluppo di una rete di sinergie, integrazioni e collegamenti fra il sistema della ricerca scientifica e tecnologica ed il sistema imprenditoriale di un ben definito bacino di utenza del sistema agro-alimentare. Gli obiettivi di intervento del Patto per l’incremento di questa rete sono in linea con la strategia dell’Unione Europea, finalizzati a consolidare un vantaggio competitivo che consenta di diventare un riferimento qualificato e primario per il settore.

Il Distretto Produttivo Cereali Sicilia è una sfida che abbraccia la nobilità di una terra millenaria; alla sua guida il Dr. Giuseppe Russo, affiancato da altri nomi rappresentativi della filiera e che verranno confermati nella prossima assemblea: Bernardo MessinaSalvatore Lo PortoPietro Di MarcoGiuseppe CostaDaniele CassataFilippo DragoTommaso MiceliGiorgio MinardoGaetano ChinniciAntonio TumminelloMargherita TomaselloDario CostanzoFino MenzoMaria Pia Piricò GioiaSalvatore CalleriMaria Paolo GalloGiuseppe AngelicaFilippo Trubia e Alberto Agosta.

Intanto ieri, 28 febbraio, è stato piantato il primo seme di un progetto di crescita sostenibile a medio-lungo termine, che sia autentica espressione delle capacità e dello spirito di intraprendenza degli operatori locali al fine di sperimentare e potenziare un nuovo modello organizzativo di autogestione delle risorse e delle attività della filiera.

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