sabato, Maggio 18, 2024
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“Amori tossici” al Teatro Alfeo di Siracusa

“Amori tossici”, la rassegnateatrale diretta da Massimo Tuccitto e promossa dall’associazione culturale Godot con il Teatro Alfeo e la partecipazione del Centro Antiviolenza Ipazia, si avvia alla conclusione. È infatti in programma domani, 13 aprile, alle 20,30, al teatro Alfeo di Siracusa, nel cuore di Ortigia, “AmoreNero” della regista  Giannella Loredana D’Izzia. In replica il 14 aprile alle 18,30 e il 27 alle 18,30, si tratta di due pieçes, “Nudo di donna in un balcone” di Giuseppe Giardina e “La donna senza nome” di Clelia Lombardo con Anna Passanisi e Arianna Vinci.

Uno spettacolo che, come afferma la regista, ruoterà intorno a «quell’amore in cui è difficile capire come dobbiamo amare; quell’amore nato da buchi affettivi, da vuoti, in cui si annida la malattia dello spirito. L’Amore nero è un amore insano, una sabbia mobile che imprigiona, ingabbia, inghiotte: è la mancanza totale di empatia. È un luogo sabbioso e scuro dell’anima in cui è difficile distinguere il bene dal male. Lo spettacolo si nutre di due pieçes intense, dal ritmo teso, inquieto, talvolta serrato, incalzante. Due linguaggi poetici diversi, ma entrambi forti, audaci, sferzanti. Due pieçes sull’amore, ma quell’amore fatto di gelosia, impregnato di possesso, come “Nudo di donna in un balcone” di Giuseppe Giardina, artista poliedrico e profondo che scava dentro una relazione macchiata e soffocata dall’ossessione. Una relazione manipolatoria che invade i confini dell’altro e ne fa bersaglio e vittima, una relazione malata dalla quale è difficile uscire, difficile liberarsi. Così come “La donna senza nome”, pieçes scritta da Clelia Lombardo, autrice e poeta sensibile e attenta alle problematiche di quell’amore che “ti acchiappa a tradimento, che spinge la lingua nel cuore e te lo brucia… l’amore che toglie l’aria, che intrappola e intossica il cervello”. L’amore palude in cui è difficile distinguere il vero Amore dal suo riflesso malato».

La regista Giannella Loredana D’Izzia porta sulla scena aspetti di relazioni drammaticamente mancati, in cui spesso è la donna a subire conseguenze che la marchiano nel corpo e nell’anima. Parole forti che si fanno vive in scena, diventano “carne e ossa” nel corpo e nella voce delle due interpreti: Anna Passanisi e Arianna Vinci. Uno spettacolo denso e palpitante, coinvolgente e diretto, sicuramente non facile, ma necessario per arrivare, nonostante tutto, alla consapevolezza, ad una chiara presa di coscienza, al coraggio di ribellarsi per uscire dalla nebbia tossica di un “AmoreNero”.

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