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Al Vinitaly, la Doc Monreale, il “rinascimento” degli autoctoni figli dell’altitudine

Prima vendemmia ufficiale per la piccola doc che raccoglie 12 aziende sparse in sette comuni “Puntiamo a far crescere in consorzio” 

Verona, 17 aprile 2024 – Catarratto, Inzolia, Perricone, Nero d’Avola, sono i vitigni autoctoni “pillar” sui quali la Doc Monreale vuole costruire la sua identità. È l’obiettivo dichiarato al Vinitaly 2024 dove le aziende che fanno parte del Consorzio hanno presentato i loro vini. Prodotti freschi, varietali, ma anche destinati a una vita lunga, aiutati dall’altitudine in un areale che comprende sette comuni MonrealePartinicoSan CipirelloRoccamenaCorleone e Santa Cristina Gela

Finalmente è stato approvato dal ministero il nuovo disciplinare – ha annunciato con un pizzico d’orgoglio il presidente del Consorzio di tutela della Doc MonrealeMario Di Lorenzo – è stato un iter abbastanza lungo ma ci serve a valorizzare le eccellenze del nostro territorioun obiettivo che ci ha spinto a ridurre a quattro le varietà con le quali si possono produrre i vini a marchio doc MonrealePer i bianchi, in particolare, abbiamo scelto il Catarratto in blend eventualmente con l’Inzoliail Perricone che si potrà produrre in uvaggio con il Sirah e il Nero d’Avola. Lo abbiamo fatto per dare più valore e più tipicità al nostro territorio. Il nostro è un piccolo consorzio abbiamo 12 aziende stiamo iniziando adesso a muovere i primi passi sia sul piano della comunicazione che come eventi. Per esempio, abbiamo già in campo una collaborazione con il comune di Cerda per il prossimo Cynara fest (dal 20 al 28 aprile) dove abbineremo i nostri vini con piatti a base di carciofo, e abbiamo in programma un evento che faremo nel corso dei prossimi mesi a Palermo.  

Il Consorzio della doc Monreale è natonel 2000 ed è frutto del confronto fra le aziende che all’inizio si sono dovute interrogare su come raggiungere un’uniformità sui vini. La particolare geografia dei luoghi, le diversità pedoclimatiche, facevano emergere vini diversissimi fra loro. Da qui la necessità di “scremare” le varietà e scegliere le quattro che più potessero identificare l’areale vitivinicolo. “Percorso lungo – ha ammesso il presidente Di Lorenzo – ma sul quale abbiamo trovato la quadra anche per consentire al consumatore finale un più immediato riconoscimento identitario delle nostre bottiglie”.

Il nuovo disciplinare – conferma Costanza Chirivino di Sallier de la Tour, tra le aziende aderenti al Consorzio – è nato da un percorso condiviso fra le aziende del territorio di cui siamo molto fieri. Questo lungo dibattito interno è stato anche un grande momento di ricchezza e condivisione il quale oggi ci porta finalmente a presentare un disciplinareche si focalizza fondamentalmente sue tre varietà storiche: due autoctone Catarratto e Perricone e una internazionale che abbiamo adottato, il Syrah di cui la doc Monreale è portatrice di grande espressione territoriale. Su queste varietà ci focalizzeremo nei prossimi anni. L’altro grande tema sarà, poi, far crescere il Consorzio della Doc Monreale e riuscire a raccogliere intorno a noi quante più aziende possibili interpreti del bellissimo territorio in cui ci troviamo”.

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