venerdì, Luglio 19, 2024
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L’Istituto Siciliano Studi Ricerche e Formazione pubblica libro su IA e Pubblica Amministrazione

Pubblicato a cura dell’Istituto Siciliano Studi, Ricerche e Formazione (ISSRF) è uscito il volume “Intelligenza Artificiale e Pubblica Amministrazione: Guida alle applicazioni dell’AI per il settore pubblico” di Carmelo Cutuli, comunicatore e Presidente di Confassociazioni Sud Italia. Il libro è stato presentato presso l’Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani a Roma, in un incontro che ha visto la partecipazione dell’autore, introdotto dal Primicerio Mons. Renzo Giuliano, e della Prof. Cinzia Rossi ed il Dott. Angelo Deiana.

Questo manuale, con la prefazione della Prof.ssa Cinzia Rossi e le conclusioni dell’economista Angelo Deiana, si pone l’obiettivo di fornire ai dirigenti e decisori pubblici una panoramica sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata alla Pubblica Amministrazione. Attraverso esempi pratici e un linguaggio semplice, il libro vuole dare una visione chiara di come l’AI possa essere implementata nel settore pubblico per automatizzare processi, analizzare dati, migliorare i servizi digitali e supportare il personale. Lo scopo è fornire a chi gestisce la PA gli strumenti per valutare l’applicazione dell’AI nel proprio contesto, considerandone sia i benefici che i limiti etici e pratici. Il manuale ambisce ad essere una guida utile e concreta per introdurre l’AI nel settore pubblico in modo strategico e consapevole.

Tema centrale del libro è il concetto di PA Aumentata: la PA Aumentata rappresenta una visione prospettica del ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella modernizzazione delle amministrazioni pubbliche. Un approccio che non vede l’AI come sostituto del lavoro umano, bensì come potente alleato in grado di potenziarne e valorizzarne le prerogative. Un paradigma in cui uomo e macchina collaborano in sinergia per erogare servizi pubblici più efficienti ed efficaci. Il punto di partenza imprescindibile è un ripensamento culturale profondo all’interno delle strutture pubbliche. La trasformazione digitale non può essere ridotta a una mera questione di adozione tecnologica, pena il rischio di ottenere risultati parziali o addirittura controproducenti. È necessario perseguire un’innovazione incentrata sul valore delle persone, fondata su principi di privacy, inclusione e trasparenza. Le amministrazioni pubbliche devono finalmente abbracciare un nuovo mindset, un approccio mentale aperto all’innovazione responsabile e al continuo miglioramento dei processi. Un cambio di passo culturale che valorizzi il patrimonio di competenze già presente negli enti, favorendo al contempo l’apertura verso nuovi modelli organizzativi data-driven e l’acquisizione di nuove skill legate al mondo digitale.

Il cuore dell’approccio della PA Aumentata risiede, pertanto, nella creazione di un modello di collaborazione virtuosa tra persone e macchine intelligenti. L’obiettivo non è la sostituzione dei funzionari pubblici, bensì la costruzione di un ecosistema in cui le straordinarie capacità computazionali e predittive dell’AI possano integrare e potenziare le insostituibili doti di giudizio, valutazione e decision-making degli esseri umani. Uno dei principi cardine della PA Aumentata è il mantenimento del pieno controllo, da parte degli enti pubblici, sui metodi di funzionamento, sugli strumenti e sulle tecnologie di Intelligenza Artificiale adottate. Si tratta di una precondizione imprescindibile per evitare derive arbitrarie, discriminatorie o comunque contrarie ai valori di imparzialità, trasparenza e rispetto delle regole che devono caratterizzare l’agire della Pubblica Amministrazione.

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