Si è conclusa lunedì a Palermo la diciassettesima edizione di Sherbeth, il Festival Internazionale del Gelato Artigianale, che anche quest’anno ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento mondiale per la gelateria d’autore.Oltre 30.000 visitatori hanno animato Piazza Verdi, di fronte al Teatro Massimo di Palermo, degustando più di 2.000 chilogrammi di gelato prodotti dai maestri gelatieri provenienti da ogni parte del mondo.A conquistare il titolo di Miglior Gelatiera Sherbeth 2025 è stata Sylvia Chao, artigiana proveniente da Taiwan e prima donna a vincere il concorso internazionale “Francesco Procopio Cutò”. Con il suo gusto “Luce d’Oolong”, ispirato ai profumi del tè taiwanese, Chao ha incantato pubblico e giuria con un equilibrio perfetto tra eleganza, leggerezza e tecnica.Il concorso ha visto i componenti della giuria tecnica e critica impegnati in una degustazione al buio dei 50 gusti inediti proposti dai maestri gelatieri, dalle 10 del mattino fino al tardo pomeriggio di lunedì 10. Una sfida di talento e creatività, combattuta fino all’ultimo gusto, caratterizzata da diversi ex aequo, a dimostrazione dell’altissimo livello del confronto.
Sherbeth: laboratorio di cultura e sperimentazione
Sherbeth anche quest’anno si conferma non solo come una celebrazione del gusto, ma come un vero e proprio
laboratorio a cielo aperto, dove si incontrano tradizione, ricerca e creatività.Durante i quattro giorni il villaggio del gusto allestito in Piazza Verdi ha ospitato talk e dimostrazioni che hanno raccontato il gelato in tutte le sue forme, da linguaggio culturale a espressione gastronomica contemporanea.Tra le proposte più sorprendenti:Il gelato alla pala di fico d’India del maestro gelatiere Pierpaolo Portogallo, realizzato durante il talk “L’estetica del gelato: forme, colori, esperienze”, in dialogo con l’architetto e gastronomo Danilo Giaffreda, la ceramista Patrizia Italiano e l’orafo Roberto Intorre. Un omaggio sensoriale alla Sicilia, ispirato alle loro opere e alla capacità di trasformare la materia in arte.Il gelato di ricotta forte con aglio fermentato, menta e black lime, della maestra gelatiera Chiara Spalluto, servito con una riduzione di pomodoro su pane croccante, che ha reinterpretato i sapori della tradizione pugliese in chiave contemporanea. Una creazione, realizzata durante il talk “Gelato sottovuoto” per mostrare il funzionamento del sistema Blow di Bravo, dal gusto intenso e complesso, capace di fondere memoria, acidità e sperimentazione. Il gelato allo stracotto, preparato da Stefano Guizzetti durante il talk realizzato con il Consorzio Tutela Aceto Balsamico, per valorizzare il gelato come elemento gastronomico, trasformando una ricetta della tradizione in una preparazione fredda che arricchita da profondità e complessità di sapori. Il gelato alle foglie di vite della maestra gelatiera Beatrice D’Arcangelo, servito insieme al piatto “Nascita, vita e morte dell’uva” della chef stellata Cristina Bowerman. Un esperimento poetico e tecnico insieme, dove la foglia di vite, infusa e macerata a lungo, diventa l’essenza di un racconto sulla ciclicità della natura.
Un linguaggio universale del gusto
Ancora una volta, Sherbeth ha dimostrato che il gelato artigianale è un linguaggio universale, capace di unire popoli, storie e sensibilità diverse. Un festival che promuove la cultura del fare, la qualità delle materie prime, la sostenibilità e una artigianalità consapevole, proiettando Palermo e l’Italia al centro del dialogo internazionale sul futuro del gelato.Con la chiusura di questa edizione, Sherbeth rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del mestiere del gelatiere e nella promozione del gelato autentico come ambasciatore del sapere italiano nel mondo. L’appuntamento è già fissato per novembre 2026, con una nuova edizione pronta a raccontare, ancora una volta, il futuro dolce e creativo della gelateria d’autore.



