martedì, Gennaio 13, 2026
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Gabriele Montera premiato durante la “Giornata dei Diritti delle Persone con Disabilità”

Pochi giorni fa, mercoledì 3 dicembre, in Piazza Politeama a Palermo, si è svolta la “Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità”. Anche l’associazione “Unalottaxlavita ETS” è stata presente insieme a famiglie, volontari, realtà del terzo settore e istituzioni che nelle settimane precedenti avevano lavorato fianco a fianco per creare un momento semplice e partecipato.

La piazza è diventata un luogo di confronto, dove si è tornati a parlare di inclusione, diritti e delle difficoltà che tante persone affrontano ogni giorno. Sono stati richiamati temi ancora urgenti per molte famiglie: accessibilità, ascolto, percorsi sanitari più chiari, trasporti adeguati e la necessità di superare quelle barriere che segnano ancora la vita quotidiana di chi convive con la disabilità. Durante l’evento, il presidente dell’associazione “Unalottaxlavita ETS”, Gabriele Montera, ha ricevuto dall’amministrazione comunale un attestato di riconoscimento consegnato dall’assessore alle Politiche Sociali e alla Sanità, Mimma Calabrò, promotrice dell’iniziativa. Montera, accolto dagli applausi, ha parlato con sincerità. Ha ricordato che questa partecipazione non era una formalità, e ha sottolineato che la voce portata in piazza nasce prima di tutto dalla sua esperienza di padre. L’associazione, fondata nel 2013 nel nome di sua figlia Giulia, continua infatti a dare spazio a chi spesso non viene ascoltato. Dal palco ha ribadito che una comunità unita può chiedere servizi migliori e una sanità più vicina alle persone. Ha detto chiaramente che il 3 dicembre non deve essere una passerella, ma un momento per stare accanto alle famiglie e per dire basta ai viaggi della speranza e alle mancanze che colpiscono soprattutto i più fragili. Ha aggiunto che “alle persone con disabilità e alle loro famiglie bisogna pensarci trecentosessantacinque giorni l’anno”, riprendendo lo slogan scelto dall’assessore Calabrò.Molti i presenti, ma Montera ha voluto ricordare anche i tanti assenti, delusi da promesse non mantenute e cercati solo alla vigilia delle campagne elettorali. Ha richiamato il suo ruolo di coordinatore del tavolo comunale sulla disabilità “Controllo e qualità”, voluto dal sindaco Roberto Lagalla, spiegando che resta a disposizione di tutti per lavorare, insieme all’assessorato, a un reale cambio di passo rispetto a un passato spesso segnato da ritardi e incomprensioni.Ha ricordato che “la disabilità non sta nella persona ma nello sguardo di chi non sa includere”. La presenza dell’associazione in piazza, ha spiegato, vuole ribadire che i diritti non possono essere rimandati e che ˈUnalottaxlavita ETSˈ continuerà a proporsi come punto di ascolto e come realtà determinata a riaccendere la speranza. Montera ha parlato anche della natura dell’associazione, chiarendo che ˈUnalottaxlavitaˈ non è guidata da manager in cerca di affari né da figure legate a logiche di favore, ma da un padre disabile che conosce da vicino cosa significa vivere ogni giorno accanto a una persona con una grave disabilità. L’iniziativa ha coinvolto cittadini, studenti, operatori e istituzioni, invitati a sentirsi parte di una battaglia che riguarda tutti. L’appello è stato quello di costruire una rete vera, perché da soli non si va lontano e perché serve superare protagonismi e steccati che per anni hanno frenato il cambiamento. A questo punto Montera ha parlato in modo diretto, dicendo che “la disabilità non ha colore politico. Chi ha bisogno deve essere sostenuto sempre, senza amicizie, appartenenze o interessi. Basta rassegnazione, basta piangersi addosso. Dobbiamo ripartire da ciò che funziona e lavorare su tutto il resto. L’assistenza domiciliare, le barriere architettoniche, le liste d’attesa, i percorsi agevolati, il rispetto dei diritti e la tutela delle famiglie con disabili gravi non possono più aspettare. Solo insieme costruiamo una comunità che non lascia indietro nessuno. Una nuova alba per Palermo è possibile, ma serve che tutti decidano di scendere in campo, perché questa è davvero una lotta per la vita”.

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