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Questura di Trapani: resoconto attività anno 2025

L’attività svolta dagli Uffici della Questura e dei Commissariati di P.S. distaccati ha permesso di raggiungere, nell’anno 2025, significativi traguardi nell’ambito della lotta alla criminalità, alla prevenzione e repressione dei reati. Si è registrato un implemento dell’attività informativa, investigativa e di analisi svolta dalla Divisione Polizia Anticrimine che ha riguardato sia i reati commessi in provincia, che i comportamenti di quei soggetti ritenuti a rischio, finalizzando l’operato all’emissione di provvedimenti di prevenzione.Gli indici operativi registrano un significativo incremento dei risultati conseguiti:

Persone controllate: n. 88.934 (+ 5.550 rispetto al 2024);

Veicoli controllati: n. 29.855; Violazioni al C.d.S.: n. 1403;

Persone arrestate: n. 430 (+ 94 rispetto al 2024);

Persone denunciate in stato di libertà: n. 1.462;

Persone sottoposte a misura controllate: n. 19.696.

A tali dati vanno aggiunti i risultati dei servizi di controllo straordinario e di Alto Impatto, a seguito delle determinazioni del COSP :

Persone controllate: n.12.110;

Veicoli controllati: n. 5619;

Violazioni al C.d.S.: n. 1458.

Analogo incremento si è registrato nell’ambito dell’attività svolta in materia di Misure di Prevenzione attraverso l’adozione di misure quali l’Ammonimento, DASPO, DacUR, Fogli di via Obbligatori e Avvisi Orali, nonché attraverso la proposta della misura della Sorveglianza Speciale. In particolare si registrano:

Avviso orale: n. 150 (+ 13 rispetto al 2024);

F.V.O.: n. 59 (+ 6 rispetto al 2024);

DACUR art. 13 bis: n. 34 (+1 rispetto al 2024);

DACUR art. 10: n. 4;

DACUR art. 13: n. 0;DASPO: n. 32 di cui 10 c.d. DASPO fuori contesto (+ 25 rispetto al 2024);

Ammonimenti: n. 52 (+30 rispetto al 2024);

Proposte Sorveglianza Speciale: n. 38 di cui 17 per Codice Rosso (+ 5 rispetto al 2024).

Si segnala, inoltre, il sequestro patrimoniale di n. 13 beni, per un valore confisca beni di 2.885.361.12 Euro.

Nel corso dell’anno 2024 importati risultati sono stati raggiunti dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile che sono sfociate in rilevanti operazioni e nel conseguente arresto di numerosi esponenti della criminalità organizzata, anche di tipo mafioso.In generale, nella provincia di Trapani, la domanda di sicurezza dell’opinione pubblica afferisce, in via principale, al contrasto alla criminalità comune o diffusa, normalmente dedita alla commissione dei c.d. “reati predatori”, quali rapine, furti, scippi, truffe, incendi di autovetture e spaccio di sostante stupefacenti. La fenomenologia delittuosa più diffusa, riconducibile anche a cittadini stranieri, è la commercializzazione illecita di sostanze stupefacenti. In merito l’attività di contrasto esercitata nel Capoluogo e nei comuni della Provincia, che ha evidenziato il consueto spaccio di sostanze del tipo hashish, marijuana e cocaina, nonché quello relativo all’eroina ed alla la vendita di crack, ha permesso di trarre in arresto, in varie operazioni, n. 43 soggetti ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nonché di sequestrare ingenti quantità di sostanza stupefacente: 20 chili e 713 grammi di cocaina, 1 tonnellata 40 chili e 370 gr di hashish, 20 chili di marijuanaIn particolare, nell’ambito del contrasto al fenomeno in argomento, si colloca un’operazione condotta dalla locale Squadra Mobile congiuntamente al Servizio centrale operativo, alla SISCO di Palermo, con il supporto operativo della Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Trapani, che ha permesso, su provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale Antimafia di Palermo, di dare esecuzione a un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 5 soggetti tunisini, gravemente indiziati dei delitti di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente, anche transnazionale, aggravato dall’ingente quantitativo di stupefacente e resistenza a navi da guerra. Il sodalizio è stato trovato nella disponibilità di 16 colli, del peso di 40 chili ciascuno, per complessivi 670 chili di hashish, in parte occultati a bordo di un peschereccio battente bandiera tunisina. Di rilievo anche l’esito di un’indagine, avviata nel 2020, che ha permesso di documentare l’esistenza di un sodalizio criminale attivo a Marsala e dedito al traffico illecito di cocaina, promosso e organizzato da alcuni soggetti della criminalità locale, tra cui il reggente della famiglia mafiosa di Marsala e cha ha consentito al personale della locale Squadra mobile e del Commissariato PS di Marsala di dare esecuzione, su delega della Procura distrettuale di Palermo, a un’ordinanza di custodia cautelare restrittiva, emessa nei confronti di 28 soggetti, indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla commercializzazione di stupefacente, in taluni casi aggravata dall’avere agevolato l’associazione mafiosa denominata cosa nostra. Altra operazione rilevante è stata condotta in provincia di Agrigento, da personale della locale Squadra mobile, del Servizio centrale operativo e della SISCO di Palermo, con il supporto operativo della Squadra mobile di quella provincia, che ha tratto in arresto, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di stupefacente, 2 soggetti tunisini trovati nella disponibilità di 360 chili di hashish. Importanti anche le diverse attività di indagine legate al fenomeno migratorio che hanno consentito di tratte in arresto n. 8 soggetti di varia nazionalità gravemente indiziati del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Notevoli risultati sono stati raggiunti nell’ambito di indagini volte ad identificare gli autori di alcuni omicidi e tentati omicidi per cui è stato possibile procedere, in tre differenti operazioni condotte sia nel capoluogo che nei comuni di Marsala e Alcamo, al fermo di n. 4 soggetti ed all’arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, di 1 soggetto. Nello specifico a Trapani 1 pregiudicato è stato sottoposto al fermo di P.G. perché gravemente indiziato dell’omicidio di un pregiudicato trapanese, avvenuto nel mese di gennaio 2025 nel noto quartiere popolare San Giuliano.A Marsala, nel mese di Aprile, 1 soggetto tunisino irregolare è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’avere agito per futili motivi, di un connazionale, gravemente ferito all’addome con arma da taglio. Ad Alcamo nel mese di maggio un sessantenne partinicese, scomparso, veniva rinvenuto cadavere, in località Calatafimi/Segesta. Nell’immediato due soggetti partinicesi, ritenuti presunti autori materiali dell’efferato delitto venivano sottoposti a fermo di indiziato di delitto. Le successive indagini hanno consentito di acquisire rilevanti risultanze probatorie, conducenti all’ipotesi del coinvolgimento del terzo soggetto alcamese gravemente indiziato dei delitti di omicidio, distruzione e soppressione di cadavere, che veniva arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare.

Tra le principali operazioni di polizia giudiziaria si riportano le seguenti:

Il 17 gennaio 2025, a Trapani, fermo di indiziato di delitto di 1 pregiudicato trapanese, gravemente indiziato di omicidio. L’inchiesta, coordinata dalla locale Procura, è stata avviata immediatamente dopo la segnalazione di un corpo privo di vita rinvenuto disteso, lungo il marciapiede di una via del noto quartiere popolare San Giuliano. Il deceduto, di professione muratore, con precedenti di polizia risalenti nel tempo per reati minori, era soggetto estraneo agli ambienti della criminalità organizzata. Il decesso sarebbe stato cagionato da una lacerazione al cuore inferta dall’arrestato, un noto pregiudicato trapanese, in stato di alterazione da abuso di alcol e sostanze stupefacenti. I motivi dell’omicidio sarebbero da ricondurre ad annose controversie familiari;

il 30 gennaio, a Trapani, arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare restrittiva, emessa nei confronti di 1 italiano con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, per violenza sessuale ai danni di minorenne. Le indagini, coordinate dalla locale Procura, hanno permesso di accertare la condotta illecita dell’uomo che, l’11 novembre scorso, in questo Centro, a bordo di un autobus di linea, avrebbe palpeggiato insistentemente e ripetutamente una quattordicenne. L’uomo, in passato, era stato già condannato due volte, con sentenza passata in giudicato, per reati di analoga natura;

il 3 febbraio, a Imperia, arresto di 1 soggetto campano autore di un episodio di truffa, consumato a Trapani, il 17 luglio 2024, secondo le note modalità del “finto Carabiniere”, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Trapani in pieno accoglimento degli esiti delle indagini condotte dalla locale Squadra mobile. L’arrestato, con precedenti per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, era riuscito a sottrarre alla vittima monili in oro del peso complessivo di 8/10 chili;

il 16 febbraio, a Marsala (TP), arresto di 1 pregiudicato marsalese e di 1 donna mazarese, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale. I due, a bordo della loro autovettura, lungo la strada che collega Marsala a Mazara del Vallo, non si sono fermati all’alt, dando vita a un serrato inseguimento, durante il quale hanno tentato di disfarsi, lanciandoli dal finestrino, di 300 grammi di cocaina, successivamente sequestrati;

il 27 febbraio, a Mazara del Vallo (TP), in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere di 2 pregiudicati mazaresi indagati, a vario titolo, dei delitti di ricettazione, detenzione e porto di armi comuni di sparo clandestine, con relativo munizionamento. I due arrestati, il precedente 13 febbraio avevano occultato, a Mazara del Vallo, in aperta campagna, una valigetta contenente due pistole con matricola abrasa (perfettamente funzionanti) e relativo munizionamento;l’1 aprile, a Marsala (TP), fermo di indiziato di delitto di 1 soggetto tunisino irregolare, per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’avere agito per futili motivi, in pregiudizio di un connazionale, gravemente ferito all’addome con arma da taglio. L’evento è scaturito da un banale alterco tra i due tunisini sopra menzionati che si contendevano una coperta;

il 14 aprile, a Trapani, arresto in esecuzione di ordinanza cautelare restrittiva nei confronti di 2 trapanesi, indagati, a vario titolo, e in concorso tra loro, per i delitti concussione, corruzione e induzione indebita, consumati nell’ambito della gestione dei servizi cimiteriali. In particolare, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari l’ex necroforo presso il Cimitero di Trapani e il correo, di professione muratore. Inoltre, sono stati sottoposti alla misura interdittiva del divieto di esercitare attività d’impresa, per la durata di 1 anno, 3 imprenditori trapanesi attivi nel settore delle onoranze funebri e dei servizi cimiteriali, indagati per corruzione e induzione indebita. L’attività d’indagine, avvita nell’agosto 2023, ha documentato il mercimonio della funzione pubblica commesso dall’allora necroforo del Cimitero di Trapani che, in più occasioni, gestendo discrezionalmente la tempistica delle tumulazioni e delle estumulazioni, in cambio di denaro avrebbe favorito le agenzie funebri a lui più vicine, concedendo loro procedure celeri di sepoltura, a discapito degli altri impresari non compiacenti. Nel corso dell’indagine sono state documentate ben 25 ipotesi delittuose – di cui 10 episodi corruttivi – in riferimento ai quali sono stati segnalati alla locale Procura 25 privati cittadini, che avrebbero consapevolmente contratto con il necroforo il pactum sceleris utile ad assicurare ai loro defunti procedure di sepoltura “accellerate” in cambio di denaro;

il 18 aprile, a Trapani, l’arresto, fuori dai casi di flagranza, di 1 trapanese, autore di plurime condotte persecutorie poste in essere in danno della ex compagna. L’indagine è stata avviata all’indomani della denuncia della vittima – risalente agli inizi del mese di febbraio – che ha segnalato il ripetuto danneggiamento degli pneumatici della propria autovettura;

il 28 aprile 2025, a Mazara del Vallo (TP), arresto in esecuzione di provvedimento cautelare restrittivo nei confronti di 2 soggetti, indagati, a vario titolo, per detenzione di armi e di ingenti quantitativi di stupefacente: 1 Kg di cocaina; 1 pistola 7.65 mod. 70 con matricola abrasa; 1 caricatore; 1 silenziatore in metallo di colore nero, 4 proiettili calibro 7.65. Le armi e lo stupefacente erano custoditi, in aperta campagna, in due diversi appezzamenti di terreno, nelle immediate adiacenze dell’abitazione dei due destinatari del provvedimento;

il 28 maggio, ad Alcamo (TP), arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 1 soggetto alcamese, gravemente indiziato dei delitti di omicidio, distruzione e soppressione di cadavere. La vicenda si colloca nell’ambito di una più ampia indagine, avviata dalla Squadra mobile di Palermo in seguito alla denuncia di scomparsa di un sessantenne partinicese, rinvenuto cadavere, in località Calatafimi/Segesta (TP), la sera del 9 maggio scorso. In quella data, su delega della Procura distrettuale di Palermo, quella Squadra mobile sottopose a fermo di indiziato di delitto due soggetti partinicesi, presunti autori materiali dell’efferato delitto, attualmente ristretti in carcere. Le successive indagini hanno consentito di acquisire rilevanti risultanze probatorie, conducenti all’ipotesi del coinvolgimento del terzo soggetto alcamese. Il movente dell’omicidio sarebbe da individuare nella volontà dei correi di sottrarre alla vittima una cospicua somma di denaro;

l’1 giugno 2025, a Trapani, arresto di 1 giovane siracusano, incensurato, per detenzione ai fini di spaccio di un grosso quantitativo di cocaina e hashish. Il giovane, fermato a bordo del veicolo nella sua disponibilità, sull’autostrada Palermo Trapani, in corrispondenza dell’uscita per Alcamo (TP), trasportava, opportunamente occultati in nascondigli ricavati nella carrozzeria del veicolo, 5 panetti contenenti complessivi 6 chili di cocaina e 20 chili di hashish;il 27 giugno 2025, a Trapani, arresto di 1 soggetto trapanese, per detenzione ai fini di spaccio di un grosso quantitativo di cocaina. L’uomo, operaio di un’impresa portuale, deteneva nel proprio posto di lavoro – un capannone ubicato nell’area portuale cittadina – complessivi 6 chili di cocaina, custoditi all’interno di un armadietto a lui riconducibile;

il 7 luglio 2025, a Trapani, personale della locale Squadra mobile e del Servizio centrale operativo, coadiuvato dalla Capitaneria di Porto – Ufficio circondariale marittimo di Pantelleria, ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto di iniziativa 4 soggetti di nazionalità rumena, gravemente indiziati del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I quattro sono stati fermati in seguito agli esiti di indagini avviate successivamente al rintraccio di 17 migranti clandestini, di cui 8 iracheni e 9 iraniani, avvenuto lo scorso 1 agosto, nell’isola di Pantelleria. Il gruppo, lo scorso 31 luglio, sarebbe giunto a Palermo a bordo di un volo proveniente dalla Turchia e, nella stessa giornata, avrebbe raggiunto, Pantelleria, località dalla quale, l’1 agosto, uno dei fermati sarebbe partito a bordo del natante sequestrato alla volta della città tunisina di Kelibia; il 13 settembre 2025, a Trapani, in arresto, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, di 1 soggetto trapanese incensurato per detenzione i fini di spaccio di 108,88 grammi di cocaina, occultato tra i vestiti. Nello stesso giorno, nel medesimo contesto investigativo, è stato tratto in arresto 1 pregiudicato siracusano trovato nella disponibilità di circa 4 chili di cocaina;il l6 settembre 2025, a Trapani, arresto, con applicazione del braccialetto elettronico, di una donna rumena, incensurata, di professione badante, in esecuzione di un’ordinanza cautelare per condotte maltrattanti poste in essere nei confronti di un soggetto affetto da tetraparesi grave, che la donna assisteva con mansioni di badante, da diversi mesi. L’indagine ha documentato reiterate condotte vessatorie, morali e fisiche, poste in essere dalla rumena in pregiudizio della vittima e consistite in insulti, umiliazioni, schiaffi e pugni;

il 26 settembre 2025, a Trapani, fermo di indiziato di delitto di iniziativa di 4 soggetti di nazionalità tunisina, gravemente indiziati del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I quattro sono stati fermati in seguito alle indagini avviate successivamente al rintraccio di un peschereccio con a bordo 112 clandestini, tra cui 19 minori (di cui 2 di età inferiore ai 3 anni), avvenuto lo scorso 23 settembre, a largo dell’isola di Pantelleria (TP);

il 20 ottobre 2025, la locale Squadra mobile, congiuntamente al Servizio centrale operativo, alla SISCO di Palermo, con il supporto operativo della Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Trapani, ha dato esecuzione a un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di 5 soggetti tunisini, gravemente indiziati dei delitti di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente, anche transnazionale, aggravato dall’ingente quantitativo di stupefacente e resistenza a navi da guerra. Il sodalizio è stato trovato nella disponibilità di16 colli, del peso di 40 chili ciascuno, per complessivi 670 chili di hashish, in parte occultati a bordo di un peschereccio battente bandiera tunisina;

il 25 novembre 2025, personale della locale Squadra mobile e del Commissariato PS di Marsala (TP) ha dato esecuzione, su delega della Procura distrettuale di Palermo, a un’ordinanza di custodia cautelare restrittiva, emessa nei confronti di 28 soggetti, indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla commercializzazione di stupefacente, in taluni casi aggravata dall’avere agevolato l’associazione mafiosa denominata cosa nostra. L’indagine, avviata nel 2020, ha documentato l’esistenza di un sodalizio criminale attivo a Marsala e dedito al traffico illecito di cocaina, promosso e organizzato da alcuni soggetti della criminalità locale, tra cui il reggente della famiglia mafiosa di Marsala;

Il 10 dicembre 2025, in provincia di Agrigento, personale della locale Squadra mobile, del Servizio centrale operativo e della SISCO di Palermo, con il supporto operativo della Squadra mobile di quella provincia, ha tratto in arresto, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di stupefacente, 2 soggetti tunisini trovati nella disponibilità di 360 chili di hashish. La vicenda si inquadra nell’ambito di mirate iniziative info investigative, assunte congiuntamente dagli Uffici menzionati, e finalizzate al contrasto della commercializzazione di stupefacente, verosimilmente proveniente dalla Francia e destinato alle piazze di spaccio del trapanese e dell’agrigentino.

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