Il direttore, Rosario Perricone: “In questi 50 anni abbiamo conservato, promosso e diffuso la cultura siciliana in giro per il mondo, al di là di facili stereotipi e macchiette”
Un pubblico – in presenza ma anche virtuale, sparso per i quattro angoli della Terra – che in questo 2025 ha coinvolto circa 42.000 persone in presenza, realizzando un hub culturale che ha fatto dell’eterogeneità, del confronto e dell’incontro la propria cifra distintiva.Ecco tutti i numeri da record del Museo delle marionette: 462 spettacoli (prodotti e ospitati), di cui 410 di Opera dei pupi e 52 di teatro di immagine e narrazione; 103 iniziative di studio (43 seminari e 42 presentazioni e incontri con autori e autrici, 11 convegni e giornate di studio, 7 conferenze e tavole rotonde); 23 nuove pubblicazioni per le edizioni Museo Pasqualino; 43 attività didattiche e dell’educazione per contrastare la povertà educativa; 12 mostre temporanee e il riallestimento delle sale museali.Un anno che ha segnato i 50 anni sia del Museo Pasqualino che del Festival di Morgana, che quest’anno ha unito in un unico abbraccio gli artisti di Cina, Indonesia e di Sicilia: pupari, marionettisti, musicisti, artisti, studiosi hanno trasformato il quartiere della Kalsa in un palcoscenico diffuso, che ha registrato il sold out coinvolgendo un pubblico di tutte le età, spesso arrivato a Palermo proprio in occasione dello storico festival.Quest’anno, l’attività instancabile del Museo delle Marionette, diretto da Rosario Perricone, si è fatto ambasciatore della cultura siciliana attraverso uno scambio concreto con i maestri di Giacarta, ma anche attraverso la mostra Pupi Videodrome, uno struggente monito contro la guerra che è approdato in Romania.
I risultati raggiunti in ambito nazionale e internazionale, la qualità delle attività in ambito accademico, artistico, editoriale, i riconoscimenti nazionali e internazionali parlano per noi. Già quest’anno, proprio in coincidenza dei suoi 50 anni, il Festival di Morgana atteso, partecipatissimo e come sempre sold out in ogni iniziativa.“Abbiamo portato la cultura siciliana in giro per il mondo, al di là di facili stereotipi e macchiette”, conclude Rosario Perricone.
Correva l’anno 1975…
Esattamente 50 anni fa, nel 1975, il Museo internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino ha aperto per la prima volta le sue porte. Da allora, il suo percorso è stato costellato da riconoscimenti e premi a livello nazionale e internazionale.
Tra questi: “Costantino Nigra” per la sezione musei (2001); ICOM Italia – “Museo dell’anno 2017”; European Heritage Award – Europa Nostra Award”, assegnato dal Consiglio d’Europa (2022); “Fimis. Una vita per l’arte” (2022).Tutti preziosi attestati di un lavoro appassionato e meticoloso di salvaguardia, documentazione e ricerca, promozione, trasmissione e rivitalizzazione del patrimonio culturale siciliano in tutte le sue espressioni, in collaborazione con prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali e grazie ad una rete di sostegno che, consolidata negli anni, ha permesso di mettere in campo progettualità complesse e di ampio respiro.
È proprio l’instancabile attività di promozione del Museo che ha portato all’iscrizione dell’Opera dei pupi nella Lista Unesco dei Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità nel 2001; al successivo accreditamento – rinnovato nel 2023 – dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari che lo ha fondato a svolgere funzioni consultive presso il Comitato Intergovernativo del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco; mentre Rosario Perricone, direttore del Pasqualino, è stato eletto a rappresentare tutti gli Elementi italiani del patrimonio immateriale all’Osservatorio Nazionale per il patrimonio immateriale UNESCO del Ministero della Cultura – Dipartimento per l’Amministrazione generale – Direzione Generale Affari europei e internazionali.Al di là di questi riconoscimenti, Il Museo delle marionette è un esempio unico di una realtà culturale in cui si incontrano studiosi internazionali e bambini, studenti e appassionati, viaggiatori e residenti. In cui si sperimenta il senso autentico di una comunità che si apre, sperimenta e condivide progetti. È il luogo scelto da collezionisti e marionettisti da ogni dove di fare del Museo delle marionette una dimora per le loro opere affinché siano conservate, studiate, esposte e promosse. È la casa di chi crede che la cultura non si improvvisa, di chi lavora in gruppo a un percorso condiviso.
I visitatori
Numeri da record per questo 2025, che ha registrato circa 42.000 presenze, onorando quel percorso avviato dai fondatori, Antonio Pasqualino e Marianne Vibaek. Percorso che si fonda sul dialogo con studiosi e con pupari, marionettisti, artisti e performer, con visitatori e spettatori di ogni età e provenienza.Una presenza che si “fa sentire” in tutto il mondo, perché in questi anni il Museo ha saputo coniugare tradizione e innovazione anche attraverso una ricca e costante comunicazione social, che ha fatto registrare 815.609 partecipazioni online tra siti, social e canali Youtube.
Le iniziative di studio
Sono state ben 104 nel 2025: 8 conferenze e tavole rotonde, 11 convegni e giornate di studio, 43 seminari e 42 presentazioni e incontri con autori e autrici.Non sono mancate le attività di approfondimento e divulgazione scientifica realizzate anche fuori sede e all’estero in sinergia con enti di ricerca e di alta formazione, tra cui l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nell’ambito del Dottorato di ricerca in forma associata Mediascape. Ricerca e produzioni artistiche transculturali (XL ciclo), di cui il Museo delle marionette è partner strategico; l’Università di Palermo e il Dottorato in Cultura visuale e del Patrimonio culturale, la Fondazione Ignazio Buttitta, l’Associazione Italiana di Studi Semiotici – AISS, l’Universidad de Valladolid.Molti i temi che sono stati affrontati ai convegni promuovendo uno scambio tra studiosi italiani e stranieri e tra diversi settori disciplinari: tra questi, solo per citarne alcuni, la ricostruzione della memoria, la colonialità e governance delle migrazioni, la cultura figurativa popolare, le pratiche teatrali del teatro cinese e del Sudest asiatico.Protagonisti dei seminari, che hanno visto una consistente collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, sono stati altrettanto importanti studiosi tra cui Michael Herzfeld, Carlo Severi, Mauro Carbone, Tim Ingold.Prospera anche l’attività editoriale con le Edizioni Museo Pasqualino, che hanno contribuito ulteriormente a diffondere studi e ricerche grazie alle 15 nuove pubblicazioni distribuite tra le innumerevoli collane, a cui si aggiungono gli 8 periodici, tra semestrali e annuali. Altrettanto numerose le presentazioni e gli incontri con gli autori e autrici, 42 in tutto anche fuori regione con qualche incursione all’estero, dalla Tunisia alla Romania.
Ricerca e formazione
Un’attività costante che anche nel 2025 ha dato i suoi frutti, con la prosecuzione di 5 progetti di ricerca e le attività delle 7 unità di ricerca nei settori dell’antropologia culturale, dell’antropologia museale, dell’etnomusicologia, della semiotica, dei performance studies, dell’Outsider Art e del Teatro di figura nel Sudest asiatico a partire dalle collezioni del Museo Pasqualino. A questo si aggiungono le 6 attività di formazione preordinata alla ricerca tra cui il dottorato Mediascape. Produzioni artistiche transculturali dell’Accademia di Belle Arti, di cui il Museo è partner strategico; i 2 dottorati in collaborazione con l’Università di Palermo; la Scuola estiva di metodologia semiotica Paolo Fabbri e una residenza dottorale di una ricercatrice dell’Università spagnola di Murcia.Nel campo della didattica e dell’educazione, l’impegno non è stato da meno, con le 43 proposte e attività indirizzate a studenti e studentesse – inclusive di tirocini e PCTO – e famiglie anche nell’ambito di iniziative volte: a contrastare la povertà educativa (MusEDU for Inclusion) nel settore delle disabilità in sinergia con istituti scolastici, associazioni culturali e associazioni nel campo delle disabilità; e a sensibilizzare sul tema della sostenibilità ambientale (MIMAP sostenibile – TOCC Attività di Rete). Tra le attività educative, i laboratori riservati ai più piccoli hanno rappresentato un’importante attività di incontro e di condivisione proprio di quelle fasce di età maggiormente a rischio di vivere una vita quasi esclusivamente virtuale.Studi, ricerche e patrimonio custodito sono stati altresì divulgati grazie alla partecipazione a iniziative di studio, 13 in tutto, tra convegni, giornate di studio, tavole rotonde, incontri con autori, workshop e masterclass.
Le mostre
Molto intensa anche l’attività espositiva del Museo delle marionette, che ha coniugato il riallestimento delle sale museali e mostre temporanee, 12 in tutto.Tra le altre, al Pasqualino si sono intrecciate le marionette da tavolo di Enrico Baj per IDesign, le ombre balinesi donate da Scott Rothstein e le marionette cinesi provenienti dall’Istituto per i beni marionettistici e il teatro popolare mentre Racconti Indonesiani di Vetro ha esposto i vetri dipinti della tradizione indonesiana della collezione di O’ong Maryono e Rosalia Sciortino.Pupi videodrome ha invece viaggiato a ritroso, dall’estero verso la Sicilia: dopo una prima presentazione al Museo Scoala de la Piscu in Romania e un’installazione video in Indonesia, ha toccato infine Palermo: al Museo delle marionette e a Palazzo Belmonte Riso, con una selezione di opere video e installazioni contemporanee ispirate al teatro dell’Opera dei pupi, e a Palazzo Cefalà con le tele dipinte dell’artista indonesiano Faisal Kamandobat, esposta nella mostra Kala. Le allegorie degli esseri indonesiani.






Il teatro
In ultimo ma non ultimo, corposo è il capitolo che riguarda il teatro, con 462 spettacoli realizzati (prodotti e ospitati), di cui 410 di Opera dei pupi e 52 di teatro di immagine e narrazione. Di questi, 26 spettacoli sono stati portati in giro per la Sicilia, con particolare attenzione ai comuni decentrati, all’interno di aree archeologiche, palazzi storici, teatri comunali e luoghi della cultura al fine di favorire il riequilibrio territoriale e promuovere il patrimonio materiale e immateriale diffuso nella regione.
Senza dimenticare le “puntate” all’estero anche nell’ambito di festival e manifestazioni internazionali: dalla Romania alla Danimarca; dalla Spagna all’Indonesia.La ricca programmazione annuale di spettacoli quotidiani di Opera dei pupi si è intrecciata con la rassegna Teatro al museo e con il suo programma di spettacoli di teatro di figura e di immagine per le nuove generazioni e le famiglie.A novembre, in occasione della 50esima edizione del Festival di Morgana, due intensi weekend hanno portato a Palermo eccellenti compagnie e performer dalla Spagna e dall’Italia, con uno speciale focus sull’Indonesia e la Cina.Tra i festival più longevi in Italia, ancora una volta il Festival di Morgana ha delineato un percorso virtuoso – in tempi di estremismi e autoreferenzialità – nel fare convergere in Sicilia artisti, figure animate, suoni e narrazioni dai quattro angoli del mondo, animando lo storico quartiere palermitano della Kalsa di spettacoli, artisti, performer, mostre, iniziative di studio, documentari e workshop.A rafforzare le reti territoriali nel comune intento di promuovere la cultura e il teatro, il Museo ha dato il proprio patrocinio a diversi festival locali anche di respiro internazionale, tra cui il Sole luna doc film festival; Furriannu Furriannu; Alloro Fest e Festival Teatro Bastardo.Incisive anche le partecipazioni a festival: 13 in tutto, di cui 8 culturali e 5 teatrali, aderendo altresì a 9 iniziative e manifestazioni territoriali, nazionali e internazionali, per la promozione del patrimonio culturale, tra cui il Maggio dei libri, la Settimana delle culture, la Notte dei musei e Giornata dei Musei, oltre ad iniziative di sensibilizzazione come la Giornata nazionale della SLA e la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.



