COSMO
Festival di Architettura.
Dal Primitivo al Contemporaneo Siracusa si prepara a ospitare COSMO, un festival di architettura temporanea che attraversa la città e il territorio di Pantalica, trasformandoli in un laboratorio a cielo aperto per leggere il paesaggio, la storia e le forme del vivere contemporaneo. Curato dall’architetto Francesco Moncada e dallo studio Moncada Rangel. Il festival è inserito all’interno del progetto più ampio Siracusa Pantalica: “Percorso turistico-culturale dal Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa alla Necropoli di Pantalica”.Il progetto è promosso dal Comune di Siracusa, che ha partecipato all’Avviso pubblico del Ministero del Turismo per l’individuazione di progetti volti alla valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO, ottenendo il relativo finanziamento. COSMO costruisce un itinerario fisico e concettuale tra Siracusa e Pantalica, due luoghi fondativi del Mediterraneo, offrendo al pubblico un’esperienza unica di architettura e paesaggio.Il nome COSMO deriva dal greco kosmos, termine che indicava l’ordine armonico del mondo. Per i Greci il cosmo non era solo l’universo fisico, ma un sistema di relazioni tra natura, architettura, comunità e valori. Il festival assume questo significato originario per interrogare il presente, mettendo in relazione il patrimonio storico con pratiche contemporanee di progetto, arte e performance.Come in un laboratorio urbano diffuso, COSMO invita architetti e creativi a intervenire con installazioni temporanee capaci di attivare spazi esistenti e di restituirli alla cittadinanza come luoghi di incontro, riflessione e possibilità, da vivere e osservare con una nuova ottica, come veri e propri manifesti per una riflessione sugli spazi pubblici. Tutte le installazioni sono temporanee, saranno presenti in città e nel territorio tra il 28 dicembre e il 12 gennaio, e sono state realizzate e sono state realizzate e installate dall’azienda siciliana Artedia ed il suo braccio operativo Disé, specializzata nella produzione di opere d’arte per artisti di rilievo e gallerie internazionali. Le tre installazioni della prima edizione creano un filo virtuale tra Siracusa e Pantalica e vogliono promuovere il territorio di Siracusa Pantalica, offrendo un’alternativa di promozione culturale rivolta a un pubblico internazionale. Le installazioni saranno inoltre riproposte nelle prossime edizioni del festival, contribuendo a consolidare un percorso di sperimentazione e valorizzazione del territorio (maggiori informazioni su: https://siracusapantalica.it/eventi).Il tema centrale della prima edizione è Context. Contesto inteso non come vincolo, ma come materia viva con cui dialogare. A Siracusa, città stratificata per eccellenza, la riflessione sul patrimonio storico è costante, ma spesso manca un confronto aperto sul ruolo del contemporaneo come strumento capace di interpretare, e non solo preservare, i luoghi. COSMO nasce proprio da questa necessità. Ripensare lo spazio pubblico attraverso interventi temporanei significa sospendere le certezze, osservare con occhi nuovi e innescare domande sulla qualità degli spazi che abitiamo ogni giorno.Per la sua prima edizione, COSMO ospita architetti e artisti di riconosciuta rilevanza internazionale, figure che hanno segnato il dibattito contemporaneo sull’architettura, sullo spazio pubblico e sul rapporto tra corpo, paesaggio e costruzione. La loro presenza a Siracusa e a Pantalica rappresenta un’occasione straordinaria per il territorio e un riconoscimento della capacità di questi luoghi di dialogare alla pari con il panorama culturale globale. Accogliere autori di tale livello significa inserire Siracusa e il territorio e i Comuni di Pantalica all’interno di una rete internazionale di ricerca e sperimentazione, riaffermando il ruolo dell’architettura come pratica culturale capace di generare visioni, confronto e consapevolezza.Il primo intervento è situato a Ortigia, nel Belvedere della Turba, una piazzetta recentemente riqualificata che in passato era adibita a parcheggio. La sua trasformazione in spazio urbano aperto, resa possibile da una visione attenta dell’amministrazione cittadina e dal sindaco Francesco Italia, ha restituito alla città un nuovo affaccio sul mare e un accesso diretto al fronte di Levante dell’isola. Qui l’architetto svizzero Leopold Banchini ha immaginato un riparo urbano temporaneo.Leopold Banchini ( https://www.leopoldbanchini.com ) è un architetto e curatore svizzero, attivo a livello internazionale, il cui lavoro si colloca tra architettura, ricerca teorica e pratica curatoriale. Un tema centrale nella ricerca di Banchini è quello degli shelter, intesi non solo come dispositivi di protezione fisica, ma come architetture primarie, forme archetipiche che condensano bisogni fondamentali quali riparo, orientamento, condivisione e relazione con l’ambiente. La sua indagine sugli shelter (ripari) attraversa scale e contesti differenti, dallo spazio urbano a quello naturale, esplorando strutture minime, temporanee o autocostruite come strumenti capaci di rivelare dinamiche sociali, politiche e culturali spesso invisibili. In questo senso, lo shelter diventa per Banchini una lente critica attraverso cui leggere l’architettura nella sua dimensione più essenziale e necessaria.Tra i progetti più significativi sviluppati da Banchini c’è la House of Architectural Heritage a Muharraq, in Bahrain, realizzata insieme a Noura Al Sayeh. Questo progetto affronta il tema dell’eredità culturale e urbana, reinterpretando il rapporto tra spazio espositivo, contesto storico e memoria materiale della città. In Bahrain Banchini ha inoltre lavorato su interventi di scala urbana e sociale volti alla rivitalizzazione di spazi pubblici e artigianali. Tra questi vi è la Al Naseej Textile Factory, un’architettura tessuta che celebra e sostiene le tecniche tradizionali di tessitura locale integrando elementi costruttivi vernacolari con una visione contemporanea. La pratica di Banchini è stata riconosciuta a livello internazionale con numerosi premi e onorificenze. Tra i principali riconoscimenti si annoverano il Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia per la partecipazione nazionale del Bahrain alla 12ª Mostra Internazionale di Architettura e l’Aga Khan Award for Architecture, ottenuto in particolare per il contributo alla rivitalizzazione urbana di Muharraq in Bahrain.Asympta è una micro-architettura speculativa che riflette sul paesaggio architettonico in gran parte sconosciuto della civiltà preistorica, piuttosto che sulla sua necropoli, più nota. Esplora come architetture e cosmologie possano emergere da un paesaggio specifico, in sintonia con la sua topografia e le sue risorse. L’installazione temporanea, che riecheggia le qualità provvisorie delle prime architetture domestiche, genera narrazioni diverse e fittizie basate tanto sul vernacolare quanto su metodi costruttivi contemporanei, prendendo deliberatamente le distanze da teorie archeologiche o scientifiche.Utilizzando legno carbonizzato superficialmente, pietra calcarea, pietra lavica proveniente dall’Etna, bronzo e feltro di lana di pecora, la struttura offre uno spazio ombreggiato per l’incontro e la riflessione. La doppia forma asintotica richiama sia il cono del vulcano che domina il paesaggio della Sicilia orientale sia la forma asimptotica della tecnica di scavo delle vicine latomie. La struttura aperta parla di prossimità, adattabilità e reciprocità nei confronti di questo paesaggio ricco, attraverso una riflessione critica sul mito romantico della Capanna Primitiva di Laugier.Il secondo intervento si sposta a Sortino, nella piazza dei Cappuccini, ed è progettato dallo studio FONDAMENTA ( https://www.fondamenta.archi ) , con sede a Milano. Lo studio è una giovane e dinamica realtà professionale, fondata nel 2016 dagli architetti Francesca Beatrice Gagliardi e Federico Rossi, entrambi nati nel 1987 e formatisi all’Accademia di Architettura di Mendrisio.La filosofia progettuale di FONDAMENTA si concentra su ricerca, sperimentazione e costruzione, con un forte interesse verso la relazione tra struttura e spazio. Lo studio sostiene che la costruzione sia il fine ultimo dell’architettura e che la tecnologia debba essere utilizzata per governare e dare forma allo spazio in modo efficiente e preciso.Il padiglione progettato per Sortino è allo stesso tempo una piccola architettura e uno spazio scenico. Funziona come palco e come fondale urbano, ricostruendo l’asse prospettico di Corso Umberto I secondo la tradizione dell’urbanistica barocca delle città ricostruite dopo il terremoto del 1693 nel sud-est della Sicilia. Il padiglione è anche un cono ottico che orienta lo sguardo verso l’Anaktoron di Pantalica, rafforzando il legame simbolico tra il centro abitato contemporaneo e il paesaggio archeologico.L’installazione invita a riflettere su uno spazio oggi occupato prevalentemente da automobili e propone una visione alternativa dello spazio urbano come generatore di socialità, incontro e cultura. Un gesto temporaneo che suggerisce possibilità permanenti.Il festival si conclude a Pantalica, nei pressi dell’Anaktoron, con una performance ideata dall’artista e architetto Didier Fiúza Faustino.Didier Fiúza Faustino ( https://didierfaustino.com ) è un architetto e artista concettuale franco-portoghese nato nel 1968 a Chennevières-sur-Marne, in Francia. La sua pratica si colloca al crocevia tra arte e architettura e si concentra sulla relazione tra corpo e spazio, esplorando come le norme sociali, politiche e fisiche plasmano la nostra esperienza dell’ambiente costruito.Faustino si è laureato in architettura alla Scuola di Architettura di Paris-Villemin nel 1995. Subito dopo ha iniziato una carriera autonoma caratterizzata da un approccio sperimentale e multidisciplinare che attraversa installazioni, opere d’arte, scenografie, progetti editoriali, spazi multisensoriali e architetture temporanee o permanenti.Nel 2002 ha fondato lo studio Bureau des Mésarchitectures, con sedi a Parigi e Lisbona. La sua opera è stata esposta in contesti internazionali, incluse biennali d’arte e design, musei e collezioni come MoMA (New York), Centre Pompidou (Parigi), Fondation Calouste Gulbenkian (Lisbona), MAXXI (Roma) e altri istituti importanti.Faustino è stato docente alla Architectural Association di Londra e ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Medaglia d’Argento dell’Accademia Francese di Architettura e il Premio Pierre Cardin per l’Architettura.La performance progettata da Didier Faustino, che si terrà il 5 gennaio dalle 10.00 alle 13.00, rielabora il tema delle processioni dei santi siciliani, trasformandolo in un’azione contemporanea che mette in relazione rito, paesaggio e architettura primitiva. Un gesto effimero e potente che riattiva il senso originario del luogo, riportando l’attenzione sul rapporto tra comunità, sacralità e spazio costruito.COSMO non è solo un festival, ma un dispositivo culturale che utilizza l’architettura temporanea come strumento critico. Un invito a osservare ciò che già esiste, a riconoscere il valore del contesto e a immaginare nuove forme di ordine, in cui il contemporaneo non è in contrasto con la storia, ma ne diventa una naturale prosecuzione.Nelle prossime edizioni, COSMO proseguirà il proprio percorso di ricerca approfondendo il tema Content, inteso come riflessione sui significati, sugli usi e sulle narrazioni che abitano lo spazio, oltre la sua sola forma fisica. In questo quadro sono già stati invitati Parabase, Nuno Melo Sousa e Daryan Knoublauch, autori che, attraverso pratiche diverse ma accomunate da un’attenzione critica al rapporto tra architettura, contenuto e contesto, contribuiranno a espandere il campo di indagine del festival. La loro partecipazione rafforza l’ambizione di COSMO di consolidarsi come piattaforma internazionale di sperimentazione, capace di interrogare il ruolo dell’architettura temporanea come dispositivo culturale e narrativo, in dialogo continuo con il territorio di Siracusa e Pantalica.



