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La vera cucina italiana?“I Go Italian”, ecco il progetto di Fondazione Made in Sicily ETS a seguito del riconoscimento UNESCO

Il progetto sarà presentato a Milano,

giovedì 15 gennaio 2026, ore 11, Palazzo Castiglioni, C.so Venezia 47/49 e nell’occasione sarà possibile incontrare i primi firmatari che giungeranno

appositamente dagli Usa e dall’Europa.

www.igoitalian.it www.ilmadeinsicily.it

A seguito del riconoscimento UNESCO della cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’Umanità, la ristorazione italiana, in tutto il mondo, sente l’esigenza di mettere a valore, per le insegne effettivamente virtuose, questa dichiarazione, che altrimenti resterebbe di principio. Raccogliendo tale istanza, la Fondazione Made in Sicily ETS, nata per tutelare l’identità siciliana nel mondo e che ha ampliato la mission all’Italia, ha lanciato il progetto I Go Italian, una rete internazionale di operatori della ristorazione che sposano e condividono un codice etico che alimenta e sostiene il riconoscimento UNESCO e adottano una insegna – I Go Italian- che riconosce e documenta il loro impegno.La prima insegna I Go Italian sarà consegnata il 10 gennaio 2026 a Dario Bisso di Bisso Bistrot, ai Quattro Canti di Palermo. Un riconoscimento di valori che il bistrot, in realtà, ha fatto suoi da sempre: è nato infatti nel cuore della città, all’interno degli spazi di un’antica libreria storica, volutamente non ristrutturata. Qui la cucina non è solo risultato, ma processo narrativo.Un racconto fatto di stratificazioni, memoria, gesti ripetuti e trasformazioni lente.Proprio quel processo che l’UNESCO riconosce come patrimonio immateriale culturale. I Go Italian non è un’insegna da appendere e abbandonare alla polvere. E’ la condivisione di una visione.Il progetto sarà presentato a Milano il 15 gennaio 2026 a Palazzo Castiglioni, ore 11, corso Venezia. Parteciperanno molti ristoratori ed operatori italiani compresa una significativa rappresentanza estera.Hanno già richiesto la targa: Vincenzo Andronaco, fondatore e anima di Andronaco – Großhandel & Ristorazione Italiana, con base ad Amburgo, una delle realtà più solide e apprezzate, 10 punti vendita e 50.000 metri quadrati commerciali, nella distribuzione e promozione della gastronomia italiana autentica nel mercato tedesco; Celestino Drago, diventato una leggenda della cucina italiana a Los Angeles, dove ha rivoluzionato la scena gastronomica californiana con ristoranti cult come Il Pastaio e Drago Centro dove ha ospitato ed ospita star e politici di Hollywood; Michael Colomba, che in qualità di costruttore ha realizzato i primi 35 Starbucks degli Stati Uniti, oggi patron di Brelundi, il primo fast food al mondo ispirato alla cultura gastronomica italiana; Peppe Cappellano, da Rotterdam e Manuel Manslah, da Berlino che sono un punto di riferimento per l’Autenticità italiana in quanto a ingredienti e cucina fresca, sapori e tecniche tradizionali. Rappresentano le nuove generazioni di ristoratori italiani nel mondo, interpreti di quei valori di accoglienza alla base del riconoscimento Unesco. Tutti loro saranno anche presenti l’11 a Milano.Fanno parte del network inoltre realtà di prestigio internazionale quali lo storico Gene e Giorgetti di Chicago, oggi gestito dalla terza generazione di emigrati dalla Toscana, rappresentato da Michelle Durpetti; Giorgio Linguanti da Melbourne, fondatore di That’s Amore Cheese, una delle più celebri aziende di formaggi italiani artigianali nel sud dell’Australia. Sempre da Melbourne Alessandra D’Angelo di FUNGHI E TARTUFO un riferimento per la cucina vegana; ed ancora da San Francisco ⁠Ilary Biondo di HILA GELATO CAFÉ, ⁠ ⁠Danilo Virzì di CAN GOURMET a Ibiza, miglior panino di Spagna del 2025; ⁠Sofana Bonjrada di MONDELLO RESTAURANT a Seattle; Elio Bartolotta di ELIO’s on fire PIZZA a Chicago; ⁠Andrea Jeriri, Chef a Londra; Elio di LOCANDA ITALIANA a Tokyo. In Germania adesioni anche a Lubecca, Hannover, Colonia, Ratingen, Bielefeld, Eckernförde, Peppe Prestigiacomo di PEPPE RESTAURANT a LONDRA.Numerose anche le adesioni in Italia tra le quali: ⁠Santo Manetta, RISTORANTE AL SORRISO a Bergamo, ⁠Salvatore Bilello di MACELLERIA BILELLO di Camporeale, medaglia d’argento all’IMEAT per la sua mortadella al finocchietto nel 2023; Ignazio, Vittorio, Teresa Sparacello di MACELLERIA SPARACELLO F.P di Palermo; Marcello Bellavista, RISTORANTE BELLAVISTA a Torre Faro, Messina; Enzo Covato, Azienda Agricola COVATO a Modica; ⁠Daniele Ragusa Bar Marena a San Cipirello; Antonio Cottone, LA BRACIERA, Palermo; ⁠Alessandro Azzimati del RISTORANTINO LEONE a Palermo; Francesco Cottone, KURTISIA Restaurant sull’Erna – Santa Venerina Catania; Cristian Catalano di Millesuoli a Palermo e Caltanissetta; Pasticceria Oscar a Palermo. L’Orto di Rosolino, Terrasini, Medaglia d’Oro a Lione per il Maraquiello.“Ogni itinerario UNESCO ha i suoi cartelli che segnalano le tappe del percorso, spiegano Giovanni Callea e Davide Morici promotori dell’iniziativa con la Fondazione – Questo progetto intende rendere evidenti quelli che secondo noi sono i monumenti in Italia e nel mondo interpreti del riconoscimento UNESCO: i ristoranti di eccellenza italiana. I ristoratori sono i nostri veri ambasciatori ovunque ed allo stesso tempo il nostro comitato di accoglienza in Italia. ‘I Go Italian’ è la cornice del valore che loro giornalmente costruiscono con il loro impegno, un valore che l’UNESCO ha riconosciuto, ed anche una responsabilità di cui farsi carico.“Il riconoscimento UNESCO è stata una grande intuizione del comitato promotore, perché appunto riconosce il valore di una identità e non di una ricetta. E’ frutto di un grandissimo sforzo narrativo del Ministero dell’Agricoltura, che è riuscito a dare voce ad una delle grandi identità del nostro paese, il progetto è anche un modo di dire Grazie alle persone che in questi anni hanno lavorato spesso in silenzio per questo successo.”La Fondazione Made in Sicily ETS è attiva da anni nella salvaguardia delle radici della identità e della cultura italiane nel mondo. Diverse le iniziative di portata internazionale a Los Angeles, Tokyo, Singapore, in occasione del Tour Mondiale del Vespucci e ad Osaka in Occasione di Expo 2025. Ha svolto attività a Chicago, New York, Rotterdam, Amburgo, Berlino. La Fondazione mette al centro il concetto di radici: un legame profondo che non è solo ritorno al passato, ma spinta verso il futuro.

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