La rete di associazioni, enti del Terzo Settore, parrocchie e cittadini che ha promosso gli “Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza e le Politiche Giovanili” che si sono tenuti alla parrocchia dello ZEN il primo dicembre di Palermo ha formalmente chiesto un incontro urgente al Prefetto Massimo Mariani e al Sindaco Lagalla, con l’obiettivo di “attivare un percorso condiviso di confronto istituzionale, dando seguito agli impegni emersi durante l’assemblea di dicembre”.
La richiesta, sottoscritta da decine di organizzazioni e personalità del territorio, è stata inviata oggi, ricordando che il Piano elaborato allo Zen “propone strumenti concreti per rispondere alle emergenze educative, sociali e culturali che minano il tessuto urbano, a partire dalle periferie.”Gli organizzatori sottolineano uno spirito propositivo e costruttivo: “vogliamo essere costruttori e costruttivi”, si legge nella lettera, che evidenzia come la rete sia “pronta a mettere a disposizione competenze, spazi e relazioni”.
Tuttavia, per tradurre le proposte in interventi efficaci, sono chiesti “un’azione congiunta, un impegno formale da parte delle istituzioni, un calendario chiaro di incontri”.Tra le priorità indicate spicca l’avvio di processi strutturali di coprogettazione e coprogrammazione, nel rispetto del Codice del Terzo Settore, “per realizzare un sistema stabile di prevenzione del disagio giovanile. Questo, perché le azioni proposte – tavoli tematici, un coordinamento stabile, la coprogettazione sui fondi – sono passi indispensabili per una risposta più rapida e una comunità più protetta”.La lettera richiama anche l’esigenza di un coordinamento permanente tra istituzioni, scuole e Terzo Settore, “per superare la frammentazione degli interventi e creare una rete educativa territoriale capace di prevenire, non solo reprimere”.L’appello si chiude con un forte richiamo all’urgenza: “Palermo non può permettersi di perdere altro tempo. I giovani non possono aspettare, soprattutto in un momento in cui i fatti di cronaca si moltiplicano, e il rischio di una deriva violenta, sempre più concreto, minaccia di sfuggire a ogni controllo.”



