Il clientelismo politico e il parassitismo rappresentano una stagnazione in cui la ricerca del consenso prevale sulla visione e sul servizio alla comunità. In questo contesto, assistiamo a un contrasto netto: da un lato, c’è chi desidera un cambiamento autentico; dall’altro, chi ambisce semplicemente a sostituire i “vecchi” protagonisti senza alterare le regole del gioco.Un cambiamento di strategia è evidente nei politici e tecnopolitici che, un tempo assenti dalle tribune calcistiche,(ma non vanno in ” curva”) oggi cercano di mostrarsi come “uno di noi”, approfittando della passione calcistica per ottenere visibilità. Questo approccio crea una distanza “istituzionale”, giustificata dalla volontà di apparire rispettabili, piuttosto che realmente coinvolti con la cittadinanza.A diversi mesi dall’inizio della campagna elettorale, il panorama politico di Marsala è confuso e frammentato. I partiti sono attraversati da profonde divisioni, spesso alimentate da leader esterni ( Sia di sinistra sia di destra) che mirano a interessi estranei alla nostra comunità. Questa situazione ha generato una campagna priva di identità e coraggio, caratterizzata da alleanze incoerenti e candidati che evitano di esplicitare le proprie affiliazioni politiche.Un emblematico esempio è il sindaco uscente, che, pur essendo stato eletto dal centrodestra, ha avviato la propria campagna senza un simbolo ufficiale, evidenziando così il fallimento di un sistema politico privo di riferimenti chiari e visione.In questo contesto turbolento, desidero propormi come alternativa chiara e post-ideologica. Questa scelta non implica una rinuncia ai valori, ma riflette la necessità di adattarsi a una realtà complessa. La caduta del Muro di Berlino, la globalizzazione e le emergenze attuali ci indicano che il mondo è cambiato. È cruciale smettere di rifugiarsi in sigle obsolete e focalizzarsi su un progetto autentico di rilancio per Marsala e per i marsalesi. Solo così possiamo affrontare i reali problemi della nostra comunità.



