“Le risposte alla crisi abitativa e sociale siano orientate alla tutela delle persone e non alla loro marginalizzazione”. Lo chiede il Sunia in una lettera al prefetto e al sindaco, in cui il sindacato sollecita un incontro e dà la propria disponibilità al confronto ella collaborazione con le istituzioni nell’individuazione di soluzioni al disagio abitativo che tutelino i diritti fondamentali delle persone.La preoccupazione del Sunia nasce dal collegamento fatto nelle dichiarazioni di rappresentanti delle istituzioni tra i recenti episodi di violenza verificatisi in città e la questione del disagio abitativo. E la richiesta è l’avvio di una riflessione sulle reali capacità di risposta che lo Stato e gli enti locali sono in grado di offrire ai cittadini.“Decenni di assenza di politiche strutturali e di gravi ritardi hanno caratterizzato l’incapacità di dare risposte concrete a decine di famiglie, spesso con minori, che hanno visto negato il diritto primario all’abitare – scrive il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish – In questo contesto, l’utilizzo di immobili abbandonati e lasciati al degrado ha rappresentato, per molte famiglie, l’unica possibilità di sopravvivenza e di tutela della propria dignità. Le legittime esigenze di legalità non possono, a nostro avviso, prescindere dalle garanzie che lo Stato e le istituzioni sono comunque tenuti ad assicurare ai cittadini”.“Riteniamo inaccettabile ogni atteggiamento di tipo persecutorio, che rischia di colpire in modo sproporzionato e indiscriminato i soggetti più deboli, in particolare i minori – aggiunge Darwish – La sicurezza non può essere costruita sull’esclusione, né sulla criminalizzazione della povertà e del disagio abitativo. È invece necessario un approccio fondato su responsabilità istituzionale, politiche pubbliche adeguate, inclusione sociale e rispetto dei diritti, a partire dal diritto alla casa, come presupposto essenziale di legalità e convivenza civile”.



