lunedì, Febbraio 9, 2026
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Palermo: “cavallo di ritorno” corre sui social, 23enne incastrato dai carabinieri

Non aveva fatto i conti con la prontezza della vittima e la tempestività dei Carabinieri il 23enne palermitano arrestato in flagranza di reato dai militari della Stazione Falde. Il giovane, volto già noto alle forze dell’ordine, è accusato di una tentata estorsione con il classico metodo del “cavallo di ritorno”, questa volta innescato da un annuncio sul web.Tutto ha inizio con il furto di un motoveicolo: il proprietario nel tentativo di ritrovare il mezzo, lancia un appello sui social network.La risposta non tarda ad arrivare ma, non è quella sperata: un conoscente si fa avanti sostenendo di sapere esattamente dove si trovi lo scooter. Il “servizio” di recupero, però, ha un prezzo – 2.000 euro in contanti, destinati verosimilmente ai ladri per chiudere la pratica.La vittima, anziché cedere al ricatto, ha scelto la via della legalità contattando immediatamente i Carabinieri e fingendosi interessata alla trattativa, ha fissato un appuntamento in pieno giorno per la consegna del denaro.All’incontro, però, il ricattatore non ha trovato le banconote, ma i militari della Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia San Lorenzo pronti a far scattare le manette. L’intervento tempestivo ha stroncato il tentativo di estorsione prima che il denaro passasse di mano.L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.L’attività conferma l’importanza di denunciare immediatamente i tentativi di riscatto, evitando di alimentare il circuito criminale dei furti di veicoli.

È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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