giovedì, Febbraio 12, 2026
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Palermo: chiama il 112 ma le telecamere lo smascherano, arrestato per maltrattamenti in famiglia

Aveva chiesto l’intervento dei Carabinieri sostenendo di essere stato colpito dal figlio. Ma la verità, emersa pochi minuti dopo grazie alle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze delle vittime, ha ribaltato completamente la versione dei fatti.I Carabinieri della Stazione di Palermo Acqua dei Corsari, con il supporto dei colleghi delle Stazioni Scalo e Palermo Villagrazia, hanno arrestato in differita un uomo di 47 anni, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.L’intervento dei militari è scattato a seguito di una chiamata al 112 NUE effettuata dallo stesso indagato, che aveva riferito di aver ricevuto un pugno in testa dal figlio. Giunti nell’abitazione, i Carabinieri hanno però deciso di approfondire l’accaduto, ascoltando la moglie e il figlio minore e analizzando le immagini dell’impianto di videosorveglianza interno.Ed è proprio dai filmati che è emerso uno scenario ben diverso: il ragazzo non aveva aggredito il padre, ma era intervenuto per difendere sé stesso e la madre dall’ennesimo episodio di violenza domestica. Le riprese hanno infatti documentato l’aggressione dell’uomo nei confronti dei familiari, smentendo in modo inequivocabile il racconto iniziale.A confermare il quadro di reiterate violenze anche le dichiarazioni della moglie e del figlio che hanno riferito come l’episodio non fosse isolato, ma l’ultimo di una lunga serie di comportamenti aggressivi e maltrattamenti subiti nel tempo.Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno proceduto all’arresto in differita del 47enne, che è stato condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso – Pagliarelli” di Palermo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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