martedì, Febbraio 10, 2026
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Confimprenditori, Estendere cedolare secca a locazioni commerciali

“Per combattere la desertificazione commerciale è necessario estendere e rimodulare l’applicazione della cedolare secca al comparto delle locazioni commerciali prevedendo un’aliquota agevolata per le aree svantaggiate e per i territori colpiti dalla desertificazione degli esercizi di vicinato. Una misura di questo tipo consentirebbe di abbassare il costo reale degli affitti, favorendo nuove aperture e salvaguardando quelle attività oggi a rischio chiusura”.Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, presentando a Roma la ricerca del Centro Studi Confimprenditori “L’impatto della cedolare secca sul commercio” che ha analizzato l’impatto dei canoni di affitto sulla sopravvivenza delle piccole imprese e sulla desertificazione commerciale dei territori.“I dati che emergono dallo studio sono chiari e preoccupanti: negli ultimi dieci anni in Italia hanno chiuso oltre 120.000 negozi di prossimità, con punte che superano il 20% nei centri storici e nelle aree economicamente più fragili. Nello stesso periodo, i canoni di locazione commerciale sono cresciuti mediamente tra il 15 e il 20%, mentre i margini delle PMI del commercio si sono ridotti di oltre il 30%, rendendo insostenibile l’equilibrio economico di migliaia di attività. Secondo le simulazioni del nostro Centro Studi, una cedolare secca commerciale modulata potrebbe determinare una riduzione dei canoni fino al 10–15%, con un duplice effetto: maggiore sostenibilità per le imprese e maggiore stabilità per i proprietari. Inoltre una fiscalità più semplice e certa favorirebbe l’emersione del sommerso e ridurrebbe drasticamente il numero dei locali sfitti, che in alcune città arriva a rappresentare oltre il 25% delle superfici commerciali disponibili, con enormi benefici sul piano del gettito fiscale”.

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