Si sposta sul piano procedurale la battaglia legale per il pozzo Monnafarina e la relativa condotta verso l’acquedotto Voltano. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha rigettato l’istanza istruttoria presentata dal Comune di Santo Stefano Quisquina, confermando una fase di stallo tecnico che premia, al momento, la linea della difesa.Al centro del ricorso, presentato contro l’Assemblea Territoriale Idrica Agrigento e il Genio Civile di Palermo, c’è la realizzazione del progetto nei territori di Castronovo di Sicilia e Santo Stefano Quisquina. Il Comune ricorrente chiedeva la nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) per accertare un presunto e drastico abbassamento del bacino idrico avvenuto negli ultimi due anni, elemento che metterebbe in discussione la fattibilità stessa dell’opera.Tuttavia, il Tribunale ha accolto le tesi difensive dell’avvocato Girolamo Rubino e dell’Avvocatura di Stato, congelando ogni accertamento tecnico. Secondo i giudici prima di analizzare i dati idrici, il Collegio dovrà esprimersi sulle eccezioni processuali sollevate dalle difese. L’ammissibilità di una perizia tecnica, infatti, resta legata all’esito della valutazione collegiale preliminare.L’ordinanza segna un punto a favore delle parti resistenti, che puntano a far valere l’inammissibilità del ricorso per motivi procedurali prima ancora di entrare nel merito scientifico della portata del bacino. La parola passa ora all’udienza collegiale, fissata per il 25 marzo 2026, quando il Tribunale dovrà decidere se procedere con il progetto o dare spazio ai timori ambientali sollevati dal territorio.



