Palermo. Nasce l’itinerario Arabo Normanno

Nel luglio del 2015 durante la 39esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale che si è tenuta a Bonn la “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale” sono stati inseriti nella speciale lista dell’Unesco. Questa mattina, a Palazzo dei Normanni di Palermo si è tenuta la cerimonia di scopertura della targa ufficiale.

Sono in tutto nove i luoghi che fanno parte di questo itinerario riconosciuto per la sua valenza storica e artistica anche dall’Unesco. Una targa verrà apposta dinanzi all’ingresso dei monumenti che compongono il sito seriale: a Palermo, Palazzo Reale e Cappella Palatina, la Cattedrale, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, Palazzo della Zisa, Chiesa di San Cataldo, Ponte dell’Ammiraglio; Cattedrale di Monreale, Cattedrale di Cefalù. Con questo inserimento salgono a 51 i siti Unesco in Italia. Un numero che consente al Bel Paese di essere la prima nazione al mondo di questa eccezionale classifica. Sette di questi si trovano in Sicilia, che diventa così la prima regione d’Italia per luoghi riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità.

Nel 1997 sono stati inseriti la Villa romana del Casale di Piazza Armerina e la Valle dei Templi di Agrigento. Nel 200 è stata la volta dell’arcipelago delle Eolie. Due anni dopo la bellezza disarmante delle città tardo barocche della Cal di Noto (Caltagirone, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) ha consentito alla Sicilia sud orientale di entrare a far parte dei siti patrimonio dell’Umanità. Nel 2005 anche Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica si aggiungono all’elenco. Nel 2013 è la volta del vulcano attivo più alto d’Europa, l’Etna. A chiudere la lista, solo provvisoriamente, l’itinerario arabo normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.